Francesco Sole.
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L'aggiustacuori.
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Storia del Piccolo Poeta e delle sue cento poesie che cambiano la vita.
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2018. Mondadori Libri, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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C' un ragazzo speciale che di giorno aggiusta telefonini e la sera scrive poesie mentre parla con le stelle. Per ascoltarle meglio ha montato un'altalena sul tetto di casa sua. Loro lo chiamano Piccolo Poeta e ormai questo  diventato il suo nome.
Il Piccolo Poeta ha un segreto: nel suo negozio lui non aggiusta solo i cellulari.
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Ad alcuni clienti, quelli pi tristi e ammaccati, aggiusta anche la vita. Per compiere questa magia gli bastano cento poesie: non una di pi, non una di meno. Una al giorno per cento giorni. Le invia sul cellulare di chi ne ha bisogno per aiutarlo a riflettere, per riordinare le sue priorit o riconquistare la fiducia smarrita; per fargli ritrovare l'amore, che sia per qualcuno, per se stesso o per la vita.
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Il Piccolo Poeta si accorge subito quando un cliente ha bisogno di essere salvato, dopotutto sono centinaia di anni che dal suo palazzo scrive poesie e aggiusta cuori.
Lo capisce sbirciando dentro i loro cellulari, che come scrigni custodiscono pensieri, desideri, insomma le emozioni pi intime e nascoste. Sceglie tutte persone che hanno bisogno di qualcosa ma non sanno precisamente cosa, persone che possono fare delle sue poesie l'uso migliore. Usarle per vivere, amare, curarsi, innamorarsi, chiedere scusa.
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Eppure, anche lui ha bisogno di essere salvato. L'ha capito grazie a tre storie, tre vite che ha aggiustato e che, alla fine, incredibilmente, hanno aggiustato lui. Ha capito che deve partire per ritrovare la sua Anna, senza la quale non pu pi vivere.
Prima di iniziare il suo viaggio, per, ci lascia queste cento poesie, che sono come una mappa, o delle istruzioni per ricostruirsi. Affinch anche noi possiamo usarle per aggiustarci, per capirci, per uscire dal bozzolo e diventare farfalle. E diventare la migliore versione di noi stessi.
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L'AUTORE.
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Francesco Sole, producer, scrittore, conduttore tv e influencer, nasce nel 1992 a Modena. Il suo esordio risale al 2013, quando irrompe sulla rete con una serie di cortometraggi che ottengono in breve tempo milioni di visualizzazioni. Dopo pochi mesi l'approdo in televisione alla conduzione del programma Tu si Que Vales. Lancia poi un nuovo formato di comunicazione che diventa presto il suo emblema: frasi motivazionali scritte sui post-it, raccolte nel libro Stati d'animo su fogli di carta (Mondadori, 2014). Nel cinema  Fausto Brizzi a tenerlo a battesimo, inserendolo nel 2015 nel cast di Forever Young. L'anno seguente pubblica con Mondadori il suo primo romanzo, Mollato cronico, e nel 2017 esce la prima raccolta di poesie Ti voglio bene (Mondadori) che diventa in pochi mesi un bestseller. Nel 2018 replica il successo con una seconda raccolta, intitolata #ti amo (Mondadori).
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Prologo.
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Lascia che le cose vadano come devono andare, ma intervieni se non vanno come vuoi.
Me lo diceva sempre una persona a cui ho voluto tanto bene quando ero piccolo.
Da bambino avevo molte persone a cui volevo tanto bene, e quasi sempre ricambiavano, a parte la professoressa di matematica: lei mi odiava, sebbene io volessi tanto bene anche a lei.
Non  che mi odiasse perch non ero bravo nella sua materia, ma a volte io la matematica la usavo per i miei ragionamenti filosofici, e questo lei non lo sopportava. S, lo so che la matematica non pu essere trattata o discussa con la stessa libert con cui si parla di arte, per  diverso se la uso mentre parlo della mia filosofia. In quel contesto prende un'altra anima.
Sui quaderni, per esempio, scrivevo sempre 1 + 1 = 3, era questa la mia filosofia! Per me era molto intuitiva, ho capito solo pi tardi che invece non potevano comprenderla tutti, almeno se non gli prestavo il mio punto di vista.
Facciamo una prova.
Perch 1 + 1 dovrebbe avere un risultato diverso da 2, vi chiederete voi.
Facile, vi rispondo io, perch altrimenti nessuno dei due numeri avrebbe un vantaggio dal fatto di sommarsi. Si metterebbero insieme solo per solitudine.
Sarebbe esclusivamente un accostarsi all'altro per sentirsi un numero pi grande, ma una volta separati il loro valore tornerebbe quello iniziale. Invece, se il risultato fosse 3, una volta divisi il loro valore, se pur inferiore a 3, sarebbe comunque pi alto di quello di partenza.
Unirsi per crescere, amare per crescere, vivere per crescere.
Tutto nella vita dovrebbe essere un 1 + 1 = 3: amore, amicizia, famiglia, passioni, lavoro...
Adesso sono un po' cresciuto, ma quell'addizione continuo a scriverla spesso.
Se stai leggendo questo libro, significa che sono gi partito (tra poco ti dir perch), e spero che una volta arrivato all'ultima pagina partirai anche tu.
Nella vita ho aspettato tanto e, anche se l'ho capito tardi, aspettare troppo fa male.
Perdi occasioni, persone e a volte anche te stesso.
Le stelle mi chiamano Piccolo Poeta, non ho mai capito perch... ma ormai  diventato il mio nome! Ne avevo anche altri, per me li sono scordati.
Vi dico qualcosa di me.
Ho un negozio per riparazioni di cellulari in zona Cadorna, a Milano.  al piano terra del palazzo dove abito, ed  aperto quasi sempre dal luned al sabato, dalle nove di mattina alle sei e mezzo di sera.
Ma passiamo alle cose importanti: colazione la faccio immancabilmente in una bakery qui vicino, e dopo il lavoro corro su a casa, che  al quarto piano, mi faccio una doccia veloce, ceno, poi vado davanti alla finestra del soggiorno, dove c' la mia scrivania.
Proprio da l faccio il mio secondo lavoro: scrivo poesie.
Tante, tantissime le ho scritte per la mia amata.
Non posso dirvi molto di lei, perch  parecchio timida e se viene a sapere che vi ho raccontato troppo si imbarazza.
(In realt a me piace quando si imbarazza, ma non diteglielo!)
Comunque... Di fronte a casa mia c' un palazzo molto pi alto di quello in cui abito io, ed  l che vive lei. Si chiama Anna, un nome bellissimo, che vuol dire graziosa.
Lei  proprio come il suo nome! Ogni volta che dalla mia finestra mi metto a guardarla divento rosso in faccia e il cuore inizia a sorridere come non mai.
Accade la sera. Dopo cena mi siedo alla scrivania e lei, verso le nove, accende la luce della sua camera: in quel momento inizia la magia! A volte guarda la pioggia fuori dalla finestra mentre ascolta la musica, altre volte legge un libro... qualsiasi cosa faccia,  sempre bellissima.
 per lei che ho scritto tutte le ultime poesie.
Per non ho mai avuto il coraggio di spedirgliele... e da tempo ormai la sua luce non si accende pi.
Ho aspettato troppo! E aspettare troppo fa male, me lo dicevano sempre anche le stelle. Parlo spesso con loro, gli leggo tutte le poesie che scrivo.
Ho perfino montato una piccola altalena sul tetto, cos dondolandomi posso avvicinarmi al cielo e loro mi sentono meglio.
Ora, purtroppo, le ho dovute salutare. Per un po' non ascolteranno pi le mie poesie. Devo andare a cercare Anna e non so se la trover, ma se non parto non lo scoprir mai.
Ho detto alle stelle di riascoltare le mie poesie nei loro ricordi: l io rimarr per sempre, se lo vorranno.
Questa  l'ultima notte in cui scrivo, poi non capiter pi per molto, molto tempo, forse per sempre. Per questo scrivo a chi le mie poesie non le ha ancora lette, cos potr farsi cambiare un po' la vita dal Piccolo Poeta... che poi sarei io!
Ho deciso che scriver questo libro per raccontarvi le tre storie che pi mi hanno colpito negli ultimi anni da Piccolo Poeta, poi regaler anche a voi tutte le mie poesie.
Sono tre storie di persone a cui le poesie hanno cambiato la vita, e le loro lettere alla fine hanno cambiato me.
Dovete sapere un piccolo segreto. In realt non aggiusto solo i cellulari, almeno non sempre: ad alcune persone, in cambio di una semplice lettera, aggiusto anche la vita. E lo faccio inviandogli le mie poesie. A volte  qualcosa che annuncio, chiedendo il permesso, a volte  una sorpresa...
Gliene invio cento, perch bastano solo cento poesie per cambiarci la vita. Cento  il numero perfetto. Non una di pi, non una di meno.
Ovviamente la lettera di cui vi parlavo, quella che alla fine i miei clienti spediscono a me, di semplice ha solamente il fatto che  una lettera, ma quello che c' scritto dentro  tutt'altro che semplice. Dentro dev'esserci qualcosa di intimo e vero, una piccola parte di noi che mettiamo su carta.
All'ultima poesia che invio sul cellulare di una persona per cui ho fatto la riparazione, allego un messaggio:
Grazie per esserti fidato di me,
e le poesie aver fatto entrare in te,
dentro il bozzolo  finito il tempo per pensare,
ora una nuova farfalla  pronta a volare...
In cambio di queste tante parole
ti chiedo solamente un piccolo pezzo del tuo cuore.
Scrivi una lettera per qualcuno a cui hai tanto di non detto da dire, ma inviala al destinatario sbagliato, 
all'indirizzo a seguire:
via Toti, 2, Milano. All'attenzione del Piccolo Poeta.
Che sia per un'amica, per tua madre, per un ex fidanzato, per l'amore,
per un treno, per il mare, per la vita, per la morte, per il sabato sera,
per un professore, per chiunque ci sia o non ci sia pi nella tua vita,
per un colore, un profumo o per te stesso.
Una lettera, niente di meno, niente di pi.
Baci baci dal tuo Piccolo Poeta.
Ti ho voluto bene e te ne vorr sempre,
per sempre.
Al messaggio, cos come alle poesie, non si pu rispondere che con una lettera, perch il mittente dei miei messaggi  sempre segreto. Non chiedetemi come faccio... potete anche immaginare che ad aiutarmi siano proprio le stelle a cui parlo tutte le sere.
 un segreto del Piccolo Poeta, punto e basta.
Quando leggo quelle lettere ci vedo dentro tutta la poesia delle persone.  il momento pi magico, per me:  l'empatia che fa il suo percorso.
Una volta una lettera mi  giunta un anno esatto dopo la consegna, da parte mia, dell'ultima poesia, ma non mi  mai capitato che non arrivasse nulla.
Tutti quelli a cui ho aggiustato il cellulare (e la vita) poi me l'hanno mandata.
Dal luned al sabato lo faccio con i cellulari che mi portano in negozio. A volte lavoro anche la domenica, ma in quel caso il cellulare devo prenderlo in prestito per un po'...
Non pensate male, non ho mai rubato un cellulare in vita mia, li ho solo presi in prestito! Cos faccio molto prima, altrimenti dovrei spiegare agli sconosciuti che sono il Piccolo Poeta e che ho bisogno del loro cellulare per un'oretta perch devo salvargli la vita... secondo voi me lo darebbero?
Ovviamente no, nemmeno se fossero pazzi: chiamerebbero la polizia o si allontanerebbero inquietati... e come dargli torto in fondo? Rubando... ehm, prendendo in prestito il loro telefono evito ogni tipo di imbarazzo.
Avere tra le mani un cellulare e poterci guardare all'interno mi fa capire tutto della vita di una persona. Dentro ci trovo i suoi segreti, le sue emozioni, i suoi desideri: le cose pi intime e nascoste le custodiamo l. Non sono uno che ama farsi i fatti degli altri... o meglio, un po' s, ma solo in questo modo capisco velocemente come posso aiutare chi ho di fronte.
Quante volte avreste voluto poter curiosare dentro il cellulare di qualcuno?
Ecco, be', se conoscete quella persona non fatelo mai, sia perch si infurierebbe non poco, sia perch potreste scoprire l'inimmaginabile!
Oppure fatelo, ma siate pronti alle sorprese e al fatto che vi state infiltrando nell'intimit di qualcuno. Insomma, bisogna fare attenzione!
Anche le persone pi dure hanno punti fragili dentro di s.
Ma torniamo a me, vi devo raccontare le tre storie che mi hanno convinto a partire.
Voi vi chiederete: perch solo tre?
Certo, avrei potuto farlo prima, sono centinaia di anni che aggiusto vite e scrivo poesie (anche se centinaia di anni fa non lo facevo tramite un cellulare, ma questa  un'altra storia), per senza quelle tre persone non avrei mai capito come salvare me stesso. S, perch anche io avevo bisogno di essere salvato. Mica potevo finire la mia vita di Piccolo Poeta a dondolarmi con le stelle, devo farmi aggiustare il mio, di cellulare, ma pu farlo solo la mia Anna.  lei ad averlo.
Ricordo una volta... era nel giardino sotto casa, stava leggendo una poesia mentre annaffiava dei fiori. Era una poesia scritta su un muro. Avrei voluto dirle che l'avevo scritta io, ma non ne ebbi il coraggio. Temevo mi chiedesse a chi era dedicata, e non volevo dirle che l'avevo scritta per la luna, iniziando il nostro amore con una bugia. Poi siamo seri, adoro la luna, ma Anna  molto pi bella! E infatti quella poesia l'avevo scritta proprio per lei.
Non vedo l'ora di partire... da quando lei se n' andata  passato troppo tempo!
Ho contato fino a duemilioniesettecentotrentaseimila secondi.
Ci ho parlato solo una volta, l'ultima volta che ci siamo visti, quando ci siamo scambiati i cellulari...
Era una notte piena di luce e avevo gonfiato dei palloncini a cui stavo legando delle poesie da mandare alle stelle, quando uno mi scapp dalla mano prima che ci avessi legato la sua poesia... per fortuna Anna aveva la finestra aperta quella sera, e il palloncino entr proprio nella sua camera. Lei me lo port gi e, non appena ci legai la poesia, disse di avermi scoperto:
Sai che so chi sei?
In che senso?, ero preso dal panico in quel momento, il cuore mi era saltato in gola!
Ti ho visto rubare il cellulare a una ragazzina che scendeva dal tram proprio qui, domenica scorsa.
Ma poi gliel'ho restituito.
Lo so! E so anche che scrivi... a me piace leggere, sai?
A me piace quando qualcuno legge quello che scrivo...
Ma a te non piace leggere?
S, ma per lavoro devo leggere le persone.
Come fai?
Guardo dentro i loro cellulari.
Allora voglio leggerti! Rispondimi senza pensare: s o no?
S...
Affare fatto! Io ti dar il mio cellulare e tu il tuo. Un giorno, quando saremo pronti, ci leggeremo dentro.
D'ora in poi, a ogni domanda che mi farai, prima di risponderti ti chieder perch.
Ma lei gi sapeva tutto e mi rispose: Perch?.
Quella  stata anche la prima volta che abbiamo riso insieme.
Come far a sapere quando dovr guardare dentro il tuo cellulare? chiesi.
Lo saprai e basta.
Le dissi che poteva tenere il palloncino con la poesia e ci salutammo, lasciandoci negli sguardi un po' di speranza. Era cos dolce...
Tutti abbiamo una Anna nella vita... intendo una persona a cui non abbiamo detto una cosa importante, che sia un ti amo, un ti voglio bene, un ti chiedo scusa o un'altra delle mille declinazioni di ti devo dire una cosa.
Ora, per l'ultima notte, scriver da questa scrivania, e domattina con il mio zaino partir.
Mi mancher Milano. Mi mancheranno i Navigli pieni di allegria anche la notte, la Terrazza 12 in San Babila da dove mi piaceva giocare a cercare casa mia, la pinacoteca di Brera e il quadro di quel bacio che di tanto in tanto andavo a guardare immaginando me e Anna al posto di quei due, la Mondadori in Duomo con la sua bellissima libraia Maria Pia dal sorriso contagioso, quell'elegantissimo immobiliarista che sembrava uscito da un film anni Cinquanta e faceva sempre colazione in Cadorna - dicono vendesse le case pi belle di Milano, ma secondo me, di notte, anche lui parlava con le stelle. Una mi ha raccontato che quell'uomo le aveva proposto una villa vicino a Parco Sempione, ma  difficile convincere una stella a scendere dal cielo...
S, mi mancher Milano. Magari un po' le mancher anche io.
In fondo, un po' di poesia gliel'ho lasciata per le strade o negli occhi della gente che la vive.
Partir per Firenze, poi andr a Roma, dove voglio lasciare una poesia nel giardino degli aranci, da l cercher Anna a Napoli, quindi girer tutto il mondo.
Una volta, dopo il lavoro, mentre aspettavo un tram solo per vederlo passare, un raggio di sole mi ha chiamato Poeta Metropolitano.
Ora, credo si sbagliasse riguardo a me, ma le storie che vi sto per raccontare un po' metropolitane lo sono.
Sono cos belle che io non me le ricordo come storie, ma come fiabe: fiabe moderne, urbane, in cui la morale  che non c' nessuna fiaba ma tanta vita e, per chi sa guardare bene, nella vita c' sempre poesia.
Sono fiabe realmente accadute, dove i protagonisti prendono la metro, tengono al guinzaglio i loro occhi con il cellulare e aspettano che il semaforo sia del colore giusto, oppure non lo fanno e se non lo fanno c' sempre un motivo in pi, oltre alla fretta.
La scelta delle persone a cui aggiusto il cellulare e mando le mie poesie non  casuale, sia per quanto riguarda coloro che arrivano in negozio sia per chi vado a cercare la domenica.
Sono tutte persone che avevano bisogno di qualcosa, ma non sapevano precisamente cosa. Persone che avrebbero potuto fare delle mie poesie l'uso migliore. Usarle per vivere, curarsi, amare, innamorarsi, chiedere scusa.
Cento giorni di poesia.
Cento giorni di poesia servono per riflettere a piccole dosi quotidiane, per trovare il nostro punto di vista interiore. Possiamo metterci in dubbio, rafforzare le nostre sicurezze, migliorare noi stessi e migliorarci la vita.
Il punto di vista che abbiamo sul mondo  alla base della nostra vita. La nostra mentalit influenza i nostri comportamenti, i comportamenti determinano le nostre scelte. In altre parole, cambiando la nostra mentalit, cambiamo la nostra vita.
Non so quasi nulla di queste persone finch non ne prendo in mano il cellulare, ma dall'esterno, prima di scegliere, riesco a riconoscere nei loro occhi qualcosa di buono. Qualcosa di vero e puro. Da quell'istante scavo pi a fondo, fino a trovare quella bont e portarla alla luce.
Cento poesie in cambio di una lettera.
Nessuno ha mai rifiutato l'accordo, tranne una vecchia signora di nome Rosa. Era bellissima, profumava di pesca e aveva un'alba negli occhi.
Un giorno, credo fosse un marted, Rosa volle pagarmi. Ovviamente non accettai, ma tempo dopo alleg alla lettera un assegno. Cos, con quei soldi comprai l'altalena.
Nelle storie che vi racconter spesso vi verr da chiedervi perch in certi momenti non aiuto in modo pi pratico le persone. Perch non mando un messaggio al posto loro o perch non intervengo su una loro particolare scelta. La risposta, ricordatevi,  sempre questa: Perch non funzionerebbe.
Non sarebbe dare un aiuto, ma creare una dipendenza, e le dipendenze ti chiedono continuamente di farle scegliere al posto tuo.
In altre parole, il mio non sarebbe un regalo, ma un prestito... e un prestito, si sa, prima o poi lo paghi con gli interessi.
Insomma, io devo aiutare le persone ad aiutarsi, solo cos possono crescere, migliorare, vincere i loro problemi. Altrimenti tornerebbero continuamente a chiedermi aiuto, e arriverebbero persino a ricattarmi - in altre parole, peggiorerebbero.
Una volta sul tetto, proprio sulla gamba dell'altalena, ho trovato un bozzolo di farfalla, avete presente com' fatto?
Da fuori sembra un sassolino grigio e brutto, la fase in apparenza meno affascinante nella vita di una farfalla... ma in realt  proprio in quel momento, nel momento pi difficile e meno colorato, che si compie la magia.
Dentro a quel bozzolo c' una farfalla che lotta e si scava, attraverso la corteccia, la via verso l'esterno, verso la luce.
Certo, avrei potuto prendere una matita, allargare il foro che stava scavando e farla uscire subito. Il suo corpo, per, sarebbe stato ancora troppo piccolo e le sue ali non abbastanza sviluppate, si sarebbero mosse a stento. Allora avrei iniziato a sperare che da un momento all'altro quelle ali si aprissero e cominciassero a volare, ma questo non sarebbe mai accaduto. Quella farfalla non sarebbe mai stata capace di volare. Con un gesto di gentilezza, e mosso dall'intenzione di aiutare, avrei invece rovinato la magia, perch proprio in quello sforzo necessario per passare attraverso lo stretto buco del bozzolo la farfalla pu trasferire il fluido del suo corpo alle ali, e di conseguenza riuscire a volare.
Quello sforzo  esattamente ci di cui abbiamo bisogno nella vita.
Quante volte diciamo sono a pezzi?
Non  soltanto una metafora. Per essere felici dobbiamo essere interi.
Ci sono momenti in cui interi non lo siamo per niente, e quasi sempre ce ne accorgiamo quando ormai  tardi per non romperci: siamo gi in mille pezzi, possiamo solo prenderne atto e iniziare a ricomporci. Un angolo alla volta, poco a poco. Ricostruirci lentamente per non mettere nulla fuori posto.
Le poesie sono una sorta di mappa, delle istruzioni per ricostruirsi dentro, ad esempio per capire dove riposizionare la fiducia se si  staccata troppo in fretta e troppe volte, capire come ritrovare l'amore se abbiamo smarrito qualche ingranaggio ma non vogliamo perdere qualcuno, o noi stessi. Capire come riordinare le priorit se ci sentiamo in balia di situazioni fuori dal nostro controllo.
Questa forza  la poesia, e batte continuamente dentro di noi, anche quando non la ascoltiamo.


Capitolo 1.
Valentina.
Storia della ragazza che voleva nascondere la sua ombra.

La prima storia che vi racconter mi  accaduta una domenica. Non ricordo di preciso quale domenica del calendario fosse, ricordo solamente che faceva pi caldo del solito per l'inverno di Milano e che quella sera ci fu un tramonto bellissimo. Uno di quelli che amo gustarmi ascoltando un po' di musica al parco, circondato da persone in bicicletta, vecchi che chiacchierano, coppie che si baciano sul prato e qualche influencer che si fa scattare una foto romantica con il cielo alle spalle.
S, quei tramonti profumano moltissimo... ma, mi raccomando, non ditelo alle stelle della notte! Loro sono gelosissime del sole! Per la sua grandezza, per la luminosit e soprattutto per il fatto che, da solo, riesce a cambiare colore a tuuuutto il cielo!
Comunque, tornando alla domenica, se devo essere sincero, mentre per la maggior parte delle persone  un giorno di pace e serenit, per me si tratta invece di una giornata piena di tensione. Vi spiego il perch...
Tendenzialmente la domenica ci si gode il tempo libero e si fanno tutte quelle cose che non siamo riusciti a inserire tra le priorit durante il resto della settimana: portare al parco i bambini per insegnare loro come far volare un aquilone senza che atterri sulla testa di un'anziana signora, o andare a casa della migliore amica per insegnarle come lanciare fuori dalla finestra i vestiti del suo ex senza che i due si vedano per l'inutilissimo passaggio degli scatoloni (e di conseguenza evitare che lei creda di nuovo alle sue inutili promesse).
Insomma, cose di questo tipo, ma anche aperitivi, cinema, shopping, un buon libro.
Tutti impegni che finalmente ci si pu concedere. Anche perch qualcosa bisogna pur fare, altrimenti l'escursione termica tra i giorni della settimana in cui siamo sovrastati da impegni e l'unico giorno in cui realmente non ne abbiamo ci porterebbe a crisi mistiche sul tema cosa stiamo facendo della nostra vita, un fenomeno pi comunemente chiamato depressione domenicale.
Ma ho divagato, scusate! Tornando a noi, il motivo per cui la domenica non sono molto tranquillo  che, come vi ho detto, essendo il mio negozio chiuso, devo andare a cercarmi clienti fuori; ovviamente non quelli a cui aggiustare lo schermo, ma quelli a cui aggiustare la vita.
Non  che mi dispiaccia di tanto in tanto uscire dalla mia piccola bettola, ma rubare alle persone il telefono senza che se ne accorgano non  facilissimo, senza considerare l'ansia, il rischio che mi scoprano... l'ansia, il rischio che... No, questo l'ho gi detto, scusatemi di nuovo.
Insomma,  qualcosa che non mi rende affatto rilassante questo giorno.
Devo ammettere, per, che nonostante non mi piaccia rubare, sono piuttosto bravo come Piccolo Ladro: nessuno, finora, mi ha mai beccato!
Vabb, a eccezione di Anna, che per, se vogliamo essere precisi, mi ha scoperto mentre rubavo il telefono di una ragazza e non il suo... quindi non conta.
Ovviamente rubo per una buona causa, quindi non  proprio rub... Uff, so cosa alcuni di voi stanno pensando, ma vi do la mia parola che ho sempre restituito tutti i cellulari. Tantissime nuvole e anche parecchi raggi di sole testimonierebbero subito a mio favore! Quindi non fate pensieri strani.
Solitamente, dopo aver restituito il telefono, mando un messaggino per spiegare come mai, d'ora in poi, a quel numero arriveranno le mie poesie:
Ciao,
ho deciso che da domani sera ti invier un messaggio al giorno per cento giorni e quel messaggio conterr una mia poesia!
Non cercare di rispondermi, tanto i messaggi non avranno mittente e non cercare di chiamarmi tanto non potrai trovare il mio numero. Leggi le mie poesie e falle tue.
Saranno il mio buongiorno e la mia buonanotte per te. Komorebi!
Komorebi  in assoluto la mia parola preferita, ha dentro qualcosa di magico! In giapponese significa la luce che filtra tra le foglie degli alberi.
Le poesie sono komorebi: luce che filtra tra le nostre corazze esterne per entrare nella nostra parte interiore e illuminarla.
Una volta un raggio di sole di nome Yoko mi disse che se noi persone della terra - ci ha chiamate cos - riflettessimo sinceramente su noi stesse almeno una volta al giorno, risolveremmo tutti i nostri problemi in meno di cento giorni.
Io gli ho creduto sulla parola, ma non sempre le persone credono subito al komorebi e in particolare ai miei messaggi di spiegazioni.
Una volta mi capit di imbattermi in un anziano avvocato, amministratore del suo stesso studio legale. Il suo cellulare era pieno di avidit e malafede, il pi delle volte ingiustificata. Non aveva mai voglia di giocare con i suoi nipoti e soprattutto era diffidente nei confronti del figlio, avvocato anche lui: un uomo paziente, ragionevole e ligio al dovere, che da anni aspettava dal padre il passaggio del testimone.
Aveva gi contato fino a centinaia di milioni di secondi, ma nulla! Non c'era verso di convincere quel vecchio avvocato ad abbandonare la poltrona.
Una volta, mentre disegnavo un fiore su un due di picche, una stella di nome Plauto mi disse:
La vita  come una partita a Carte,
se il destino non fa uscire quello che ti occorre dal mazzo,
il gioco devi correggerlo tu!
A Plauto piaceva molto declamarmi le sue perle, erano sempre legate a giochi o sport. La sua preferita era:
La vita  come una partita di Tennis,
senza palle non si gioca!
Gi, era una stella molto creativa...
Comunque, tornando al nostro anziano avvocato, mi dissi che dovevo assolutamente aiutarlo! E siccome dovevo correggere il gioco, una domenica gli rubai il cellulare mentre usciva dallo studio, dove aveva appena finito i suoi soliti turni extra da stakanovista.
Il giorno stesso, dopo avergli fatto ritrovare il telefono vicino all'automobile, iniziai a inviargli i messaggi!
Dopo poco tempo fu letteralmente ossessionato dalle poesie, e dal fatto che il mittente fosse segreto e i messaggi sparissero di colpo cos com'erano arrivati. Gli altri iniziarono a pensare che stesse diventando matto, specialmente quando interruppe un consiglio di amministrazione solo per leggere una poesia e convincere i suoi soci che gli era appena arrivato un mio scritto.
Nessuno, per, aveva sentito il cellulare suonare e sullo schermo non potevano leggere nient'altro che l'ora. Solo lui vedeva le mie poesie. Come ci riesco? Be', non insistete,  il segreto del Piccolo Poeta.
Comunque sia, il risultato della sua ossessione lo rese sempre pi goffo e irrequieto, e la sua famiglia, preoccupata, decise di mandarlo in una casa di cura per qualche settimana. Insomma, un caso davvero complicato!
Per la sua attivit fu un bene: al suo posto entr il figlio, che non si fece scappare l'occasione di dimostrare, dopo tanto tempo, quanto valeva. E per quanto riguarda i suoi nipoti... finalmente avevano un nonno!
Dobbiamo cercare di arrivare a guardare
la cosa pi importante che possediamo
con gli stessi occhi con cui la guarderemmo
se ci fosse sottratta.
Nella domenica che vi devo raccontare, per, l'avvocato non lavorava gi da qualche tempo.
E, quella domenica, io mi occupai di Valentina.
La trovai per caso mentre passeggiavo sulla Darsena, su uno dei ponti del Naviglio grande, quello che se lo attraversi tenendo Porta Ticinese sulla tua sinistra e il Naviglio Pavese davanti, ti porta dritto alla casa di una mia vecchia amica (una fata dagli occhi dolci ma dal sorriso amaro, che come me amava inviare poesie a chi aveva bisogno di leggersi dentro).
Su quel ponte vidi Valentina, se ne stava immobile da un po'.
Da quando la iniziai a osservare, passarono almeno venti minuti, ho contato fino a venti minuti e trentasette secondi, ma potevo continuare.
Venti minuti in cui non mosse nemmeno lo sguardo.
I suoi bellissimi occhi azzurri puntavano dritto alla Darsena, come la luce di un faro che improvvisamente smette di girare su se stesso, illuminando, da quell'istante, un unico punto dell'oceano.
Nel caso di Valentina, davanti a s c'era un oceano di pensieri, e il suo sguardo era fisso soltanto su uno di essi.
Capita spesso quando si  indecisi e tristi allo stesso tempo: l'indecisione ci rallenta la mente e ci agita lo stomaco, mentre la tristezza cerca di spegnere la speranza d'animo, un mix che ci porta a dubitare sempre di pi su alternative che diventano via via pi esigue.
Si chiama rassegnazione, e non dovremmo mai farla entrare in gioco quando si tratta della nostra felicit!
Valentina, invece, si stava proprio rassegnando all'infelicit, con i pugni conficcati dentro gli zigomi e le braccia piegate a quarantacinque gradi che si appoggiavano sul ponte.
Una sciarpa arrotolata frettolosamente al collo, un guanto s, nella mano sinistra, e un guanto no, alla mano destra, quella con cui, poco prima del mio arrivo, aveva probabilmente fumato la sigaretta spenta sulla ringhiera del ponte.
Chiunque passeggiando si fosse fermato l dov'era lei avrebbe notato come a volte anche Milano potesse avere vagamente l'aroma di Venezia, con le insegne dei ristoranti lungo la via che iniziavano ad accendersi mentre il sole lentamente si spegneva dietro un orizzonte di palazzi, con i camerieri che cominciavano ad azionare i funghi riscaldanti e le case che si specchiavano vanitosamente nel riflesso del canale. S, mi mancher Milano...
Ma Valentina tutto questo non lo vedeva.
Lei stava fissando la sua vita, o meglio, la crepa della sua vita, che in quel momento le sembrava destinata ad allargarsi inesorabile, fino a squarciare tutto.
C' una crepa su tutte le strade
ed  l che nasce un fiore.
C' la parte pi buia dell'occhio, la pupilla,
ed  l che entra la luce.
Scusate, mi  caduta una poesia, stavo dicendo... Mi avvicinai lentamente a lei per fare il mio dovere e rubarle il cellulare.
Nessun furto fu pi facile, era talmente immersa nei suoi pensieri che avrei persino potuto sfilarle i leggings neri che indossava senza che se ne accorgesse.
In quel momento Valentina non aveva solo un unico guanto, ma aveva anche una sola calza, di lana, di colore grigio, che usciva dallo stivaletto marrone alto fin sopra la caviglia destra.
S, una sola calza. E non perch fosse uscita di fretta, ma perch in fondo alla gamba sinistra non aveva abbastanza spazio per infilare nello stivaletto sia la protesi che la calza.
Dal ginocchio sinistro in gi il suo arto era artificiale e, allo stesso modo, dal gomito sinistro partiva una protesi al posto di avambraccio, polso e mano.
Non era qualcosa che si notava da qualche strana piega dei leggings, ma bastava aprire la galleria del suo cellulare per vedere le molte foto alle ferite che si era scattata durante la riabilitazione, oltre a quelle in intimo davanti allo specchio. Spesso le modificava per nascondere le cicatrici.
Da quasi un anno scriveva, nelle note del telefono, lettere alla vita: sempre molto pessimista, rassegnata a non poter pi vivere come prima, o meglio, a non poter pi essere quella di prima.
Mi sorprese il fatto che iniziasse ogni lettera con delle scuse:
Cara vita, ti chiedo scusa, ma non ce la faccio pi...
Scusa ma non sono pi io...
Scusa ma non voglio essere me...
C'era qualcosa di pi profondo delle ferite esterne. Il suo problema non era imparare a scrivere con la mano destra - lei che era mancina - o metterci il doppio del tempo per vestirsi, ma la paura degli altri: paura di dover chiedere aiuto per infilarsi una giacca, paura di essere guardata con pena, paura di essere giudicata per il suo aspetto. Era piena di limiti, e sempre per un solo motivo: la paura.
Aveva lasciato gli studi, non parlava quasi mai con nessuno, evitava specialmente i ragazzi. Non usciva di casa prima delle sei di sera e aveva rotto la fotocamera frontale del cellulare.
La vidi asciugarsi le lacrime che stavano per buttarsi lungo il suo viso, tirare fuori una lettera dalla borsa e scendere dal ponte.
Non camminava molto bene, probabilmente non aveva ancora preso molta confidenza con quella protesi alla gamba. Forse era nuova, mi dissi.
Ne approfittai per rimetterle il cellulare al suo posto, poi iniziai a seguirla.
Il mio lavoro lo avevo fatto, e dopo qualche minuto, la ricerca delle chiavi di casa in fondo alla borsa fu interrotta dalla prima poesia:
Quello che gli altri pensano di te  un problema loro.
Lei non le diede la minima importanza poich stava ancora fissando quella crepa. Non si domand nemmeno di chi fosse il numero. Non aveva tempo.
Stava per fare una cosa troppo importante... o inquietante.
Abitava a pochi passi da quel ponte, in un edificio signorile, con una bella corte al suo interno e una portineria che, entrando dal portone, si lasciava sulla destra.
La domenica era chiusa, ma se ci fosse stato un portiere - come mi avrebbero raccontato le stelle, da cui so sempre tutto - avrebbe visto passare davanti a lui la ragazza del secondo piano, scala B, la ventitreenne dal bellissimo sguardo azzurro, che con la pioggia negli occhi correva per l'atrio con una lettera stretta in mano.
Aprendo la porta che portava alle scale, lei and a sbattere contro un ragazzo che stava correndo via da una festa. In quell'inciampare reciproco cadde un telefono, quello del ragazzo, che si apr in due.
Cavolo, si  rotto! esclam Valentina, preoccupata.
Tranquilla, mi era gi caduto prima! Scusa, ma devo scappare! rispose velocemente il ragazzo, prima di raccogliere il telefono e buttarlo dentro la tasca della giacca.
Ciao Michele... gli disse Valentina sottovoce guardandolo andare via.
Una volta entrata in casa, lasci la lettera sul tavolo della cucina, diede un bacio in fronte a suo padre che dormiva nella stanza accanto alla sua, poi and in camera.
Se in quel momento avessi potuto dare un'occhiata al cellulare del padre, avrei scoperto che lui si era perdonato. Non che avesse qualcosa da rimproverarsi, l'incidente l'aveva causato un ragazzo a bordo di un SUV, che per un colpo di sonno era passato col semaforo rosso. Al centro dell'incrocio c'era una monovolume, dentro Valentina alla guida e suo padre come passeggero.
Stavano tornando a prendere la madre per andare al cinema, due anni esatti da quella domenica.
Inutile dirvi che al cinema non ci arrivarono mai.
Il padre ne era uscito con graffi e tagli non gravi, il ragazzo illeso, mentre Valentina era stata la pi sfortunata. Si era salvata per miracolo, ma avevano dovuto amputarle la gamba sinistra, aveva tagli e graffi su tutta la schiena, e il braccio era rimasto tra le macerie.
La riabilitazione fu relativamente rapida.
Dentro l'anima di Valentina, per, non si era ancora riabilitato nulla.
Lei si detestava, provava vergogna per com'era diventato il suo corpo e odiava le sue cicatrici.
Aveva intenzioni molto chiare.
Tutto spiegato nella lettera che aveva lasciato sul tavolo:
Pu capitare che uno voglia morire:
perch non ha mai fatto niente di importante nella vita,
perch ha perso la speranza su una svolta che aspettava ma che, ora,
ha compreso essere solo un'illusione.
Perch a volte un dolore passa, ma rimane il vuoto,
e se un vuoto  incolmabile i giorni che passano sono solo giorni, non pi vita.
Perch ti convinci che non potrai mai pi avere ricordi migliori di quelli che hai gi fumato.
E allora perch continuare a sprecare sigarette?
Perch aspettare l'inesorabile peggioramento?
Perch aspettare quando sappiamo che l'attesa
porter solo nuova desolazione, sconforto e amarezza?
Cara vita, scusami, ma non sono stata abbastanza forte,
e diciamoci la verit, tu non sei nemmeno stata cos vita...
Sto cos male che non ho pi neanche la forza di incazzarmi.
Tutto inizi a tremare.
L'obiettivo? Buttarsi dal balcone della camera.
Dopo aver bevuto un bicchiere d'acqua che appoggi sul bordo del letto, Valentina si ferm qualche secondo per pensare che quello sarebbe stato l'ultimo sorso che avrebbe bevuto.
Tutto tremava, anche lei.
Prese il cellulare.
Pronto, 118 disse la voce all'altro capo.
S, vorrei denunciare un suicidio.
Dove?
Ripa Ticinese, 77.
Chi  la vittima?
Io.
Chiusa la chiamata, fece partire dal computer Wish You Were Here dei Pink Floyd, e inizi a togliersi le protesi.
 inutile colpevolizzare il male,
o qualsiasi persona che pu inciampare sulla mia strada,
l'unico colpevole  il mio destino.
Cos continuava la lettera...
I medici dicono che quel che c'era da fare  stato fatto
e ora la sola medicina che pu aiutarmi a guarire  la vita.
Ma alla vita non interessa farmi da medicina,
e quando alla vita non interessa per niente entrare
in quest'ottica,
non pu guarirti, pu solamente distruggerti e logorarti fino a ucciderti.
Cari mamma e pap, vostra figlia non  stata abbastanza,
e ora purtroppo ne ha abbastanza.
Addio, Vale
Inavvertitamente, appoggiando la protesi della gamba sul letto, fece cadere il bicchiere da cui poco prima aveva bevuto. Il bicchiere fin a terra rompendosi in mille pezzi.
Nello stesso momento, suo padre ricevette sul telefono un messaggio che lo fece svegliare di colpo.
Che ci fosse lo zampino delle mie amiche stelle?
Valentina saltell fino alla portafinestra, ma aprendo con una sola mano entrambe le ante provoc un leggero contraccolpo che la fece scivolare a terra, proprio sopra i vetri del bicchiere appena caduto.
L'urlo di dolore fece alzare dal letto il padre. Preoccupato, l'uomo si precipit in camera della figlia, che in quel momento stava cercando di salire sul parapetto del balcone.
Arriv appena in tempo per afferrarla e, con tutta la forza che aveva in corpo, tirarla gi, tra le sue braccia.
In lacrime il padre tentava di trattenerla, mentre lei, ostinata, cercava di liberarsi e lanciarsi da quel balcone, come quando qualcuno in apnea cerca disperatamente la soluzione d'ossigeno che possa salvarlo dal soffocare.
Era come un pesce fuor d'acqua che sgomita per tuffarsi nel mare.
Era isterica e fuori di s.
Tutti i vicini si erano affacciati ai balconi, l'ambulanza stava entrando nella via.
Lasciami! continuava a gridare lei, finch il padre non la zitt.
Ho contato fino a sette minuti e tredici secondi, ma potevo continuare.
Va bene! Se vuoi ti lascio, anzi ti butto io di sotto! Ma non qui, Valentina! Non qui!
Il tono esasperato del padre, ma soprattutto le sue parole l'avevano totalmente colta di sorpresa. Svestita, davanti a sconosciuti che la guardavano affacciati dalle finestre.
 un secondo piano, se ti butti da qui cadi sulle siepi della corte, non muori e peggiori solo le cose! Adesso ti porto sul tetto e ti butto da l, ok? Farai malissimo a chi ti ama, ma per te non ci sar pi nulla. Potrai scappare da tutti.
Valentina ansimava. Il padre la prese in braccio e continu a urlare: Valentina, hai capito? Ora ti butto dall'ultimo piano! Sei pronta? Sei pronta a buttare la tua vita solo perch hai paura di viverla?.
Rimase pietrificata per qualche istante.
Qualcosa dentro di lei aveva cambiato punto di vista.
Come un lampo le torn in mente una poesia:
Quello che gli altri pensano di te  un problema loro.
Il titolo, a quella poesia, glielo diede lei: Vita.
Aveva capito che si pu sopravvivere davanti alla vergogna, sia di chi non ti conosce che di chi ti ama.
E per quanto fosse un bluff, aveva visto il padre accettare la sua decisione di morire, comprendendo cos che le sue decisioni, per quanto potessero o meno importare agli altri, avrebbero cambiato solamente il suo destino.
Finalmente, dalla sua crepa entrava un filo di luce.
Da quel fondo avrebbe potuto solo risalire.
Adesso basta, ok? Ora l'hai superato, capito?
S, ho... disse lei singhiozzando.
Sei viva! Non devi buttare la tua vita! Hai capito?
S, ho capito!
Ikigai, un'altra parola giapponese che amo molto, significa una ragione per svegliarsi al mattino.
Ecco, quella ragione dobbiamo tenerla sempre presente. Qual  la tua?
Valentina quel giorno impar l'arte del sopravvivere a se stessi.
Poco giorni dopo inizi a studiare l'arte del fregarsene: fregarsene dei pregiudizi con cui gli altri ti possono vedere, poich non devi lasciare che influenzino negativamente le tue scelte.
Arriv pian piano anche a praticare l'arte del condividere: condividere la gioia di essere vivi in quel momento e condividere l'amore che possiamo avere dentro.
La morale di questa storia  che non c' nessuna favola.
Semplicemente, ci sono dei giorni in cui non funziona nulla, in cui tutto  molto confuso e incerto. Poi per quei giorni finiscono, non durano per sempre.
Cos come il latte, cos come tutto in questo mondo, anche la sofferenza ha una data di scadenza.
E dopo quella data arriveranno giorni buoni, in cui riuscirai a trovare la pace con tutto, giorni in cui le strade saranno piene di energia, e negli occhi della gente vedrai qualcosa di sincero. E puoi starne certo, nemmeno questi giorni dureranno per sempre.
Perch la vita  una montagna russa, il sali-scendi  inevitabile.
Da quel giorno, dopo le prime quindici poesie Valentina inizi a uscire. Dopo trenta cominci a farsi selfie in cui con la protesi della mano sinistra chiudeva le dita in modo da ricreare gesti comuni: il pollice all'ins come segno di approvazione, le corna, il dito medio.
Oggi le manda spesso nei gruppi su WhatsApp. Sono pi efficaci di molti messaggi, soprattutto la foto con il dito medio!
Ogni tanto si disegna delle rose sulle cicatrici della gamba sinistra, e all'estremit dove una volta c'era il ginocchio, ora disegna un vaso da cui partono dei fiori che risalgono fin sulla coscia.
Ci sono volute ben cinquantotto poesie prima che si domandasse chi gliele stesse mandando.
Ma non mi sono mai fatto vivo, d'altronde devo mantenere segreta la mia identit, un po' come i supereroi.
Dopo le cento poesie  cambiata molto.
Ascolta se stessa e riflette spesso sugli spunti che le ho mandato. Le poesie che le piacciono di pi le scrive su dei foglietti che appende per la camera o che, di tanto in tanto, attacca alla ringhiera di quel ponte sui Navigli in cui l'avevo incontrata.
Finite le poesie mi sono messo ad aspettare la lettera.
Ho contato fino a centosettantatr minuti e ottanta secondi, ma potevo continuare...
La sua lettera aveva un destinatario particolare, la vita.
Diceva cos:
Cara vita,
 da un po' che non ci sentiamo.
L'ultima volta che ti ho scritto non ero molto in forma,
anzi possiamo dire che stavo proprio uno schifo.
Avevo gli occhi lucidi per il fumo e le lacrime,
come gli ubriachi tristi che raccontano i propri problemi
al primo che gli passa affianco. Non che tu sia un qualcuno a caso,
ma i miei problemi li sapevi gi, quindi non c'era motivo di vomitarteli addosso. Colpa dei sensi di colpa.
Non riuscivo a cambiare e pensavo che tu ce l'avessi con me.
Non che fosse un odio immotivato perch, diciamocelo,
non  che tu sia sempre rose e fiori.
A volte sei stronza, e per quanto forte uno possa essere,
se te lo permette, tu lo butti a terra con la faccia sull'asfalto,
senza chiedergli scusa. Nessuno sa colpire forte come te, cara vita.
E non  facile rialzarsi quando hai le gambe rotte, spalmate sulla strada!
Ma non farlo, non provare a rialzarsi, sarebbe un errore.
Lo sai, quell'incidente maledetto mi aveva tolto tante cose.
Tra le tante, mi aveva tolto anche il coraggio... e senza coraggio,
a poco a poco, anche la speranza inizia a farsi da parte.
Come si salva qualcuno che non vuole essere salvato?
Facile: non si pu.
Lo si deve incatenare alla realt e aspettare che si confronti con essa, aspettare che si abitui, che le sopravviva.
Solo dopo aver sbraitato, solo dopo aver toccato il fondo della disperazione, solo dopo aver bevuto le sue lacrime, potr calmarsi, abituarsi, risalire.
E io sono risalita.
Vita mia, adesso ti scrivo cambiata, non tremo.
Ora il passato  solamente una vecchia pagina di un libro chiamato Valentina. Una pagina amara, tra altre pi dolci.
Una pagina che mi insegner come scrivere le nuove,
senza mai aver paura di te.
Se mi metterai alla prova ancora una volta,
sapr come affrontarti.
Ho imparato che chi si ferma  perduto
e che chi non sa aspettare non otterr mai le cose che desidera.
Ti aspetter anche quando mi farai arrabbiare,
Prover a sorriderti anche quando sorridere sar pi faticoso
e limiter le lacrime allo stretto necessario.
Vita cara, nessuno potr staccarmi da te.
Ti vivr con passione, amore ed emozione.
Ch in fondo esisti per questo.
Ma, soprattutto, ti vivr senza arrendermi mai.
Perch se c' una cosa che ho imparato
 che io non sono una che si arrende.
E su questo puoi starne certa, non cambier.
Distinti, ma non troppo, saluti.
La tua Valentina
Il post scriptum lo scrivo io.
Alla fine i fiori sulle cicatrici se li  fatti tatuare. Per lei  stata una cosa decisamente sopra le righe... ma ogni tanto esagerare fa bene, no?
 andata in un negozio in via Bertini, a Milano, da una buffa e simpatica tatuatrice che si faceva chiamare Zia Rita. La magia  che non ci  andata sola, ad accompagnarla c'era un ragazzo per lei molto speciale, al quale ancora oggi brillano gli occhi ogni volta che la guarda.


Capitolo 2.
Giulia.
Storia di un cellulare che non voleva ricevere chiamate d'amore.

Ricordo un luned. E ricordo una piccola grande donna che si sentiva gi grande ed esperta, ma che per molti era ancora soltanto una ragazzina.
Entr nel mio negozio di corsa, sembrava avere molta fretta.
Quelli che hanno fretta li riconosco subito: non mi chiedono il costo delle cose in denaro, ma in tempo. L'unica cosa che gli interessa  quanto ne impiegher per riparargli il telefono.  sempre cos, quando uno ha fretta vuole sapere quanto tempo dovr pagare, quasi sempre per cercare di concedertene meno.
La fretta ci rende antipatici e a volte anche superficiali. Dovremmo usarla solo per lo stretto necessario, come evitare un vicino desideroso di attaccarti bottone proprio mentre stai correndo dal tuo fidanzato che ti sta aspettando da mezz'ora sotto casa, o per congedare gentilmente quelli che la domenica ti telefonano per proporti di cambiare operatore telefonico (io in realt quando mi chiamano inizio a leggergli poesie... e alla fine, purtroppo, riattaccano loro).
A ogni modo Giulia, cos si chiamava la nostra piccola grande donna, sembrava essere molto sicura di s, almeno questo era uno dei segnali che si preoccupava di comunicare all'esterno; voleva mostrarsi come una di quelle donne che non devono chiedere mai, e che se vogliono qualcosa da te fanno in modo che sia tu a chiederglielo.
Concentrata su tutto: rapporti sociali, carriera, aspetto.
Categorica sul non fidarsi degli uomini e non farsi rubare tempo.
Quando le risposi: Passa tra un'ora rimase scioccata. S-C-I-O-C-C-A-T-A.
Trovai conferma dell'idea che mi ero fatto di lei non appena aprii il suo WhatsApp.
Era un riccio.
Sono speciali i ricci, eleganti. Fuori sono pieni di aculei duri e appuntiti, ma dentro sono lisci e teneri. Giulia era cos: fuori ricoperta da un'armatura di diffidenza, scrupolosit e scetticismo, ma dentro piena di dolcezza e voglia di amare.
In fondo al suo cuore, molto in fondo, c'era ancora una bimba che si riusciva a emozionare con un semplice sguardo dato nel momento giusto.
Nella galleria del suo cellulare trovai alcuni screenshot tratti da frasiromantiche.it, che di tanto in tanto si leggeva da sola sotto le coperte, e tutta la discografia di Ed Sheeran salvata su iTunes. La mattina scriveva quasi sempre il buongiorno a sua sorella prima di affrontare una nuova giornata, e di tanto in tanto la sera, soprattutto dopo le giornate pesanti, mandava un messaggio alla madre, che purtroppo le era stata strappata via quando aveva solo quindici anni. Insomma, un soldato di ghiaccio dal cuore di miele.
Perch nascondesse questo suo lato romantico era piuttosto ovvio. Giulia, che ora ha ventisette anni, era stata abituata a sentirsi donna fin da bambina. Aveva cresciuto e amato la sorella facendole un po' da madre. Ma il suo cuore, che un tempo dava amore nonostante le ferite della vita, era stata maltrattato cos tante volte che ora da quello stesso amore non avrebbe voluto nemmeno un bonifico o un viaggio di sola andata per Bora Bora.
Le cicatrici sul cuore fanno male sia quando sono tante che quando poche ma profonde, e in entrambi i casi il cuore ha bisogno di prendere precauzioni per sopravvivere. Quasi sempre, dopo una grande delusione, la precauzione si trasforma in paura e il cuore si chiude da solo dentro una torre, urlando al cervello: Avevi ragione, poi butta la chiave. Convincerlo a uscire  difficilissimo, a volte potrebbe persino sembrare impossibile. Ma qui entro in gioco io!
Per fortuna avevo le mie poesie, e con quelle impossibile  solo una parola senza significato che ci serve per mettere in rima il suo contrario.
Mi concentrai subito sul suo cellulare e dopo un'ora, quando lei torn, le spiegai che non volevo soldi per la riparazione: volevo solo poterle mandare una poesia al giorno per qualche giorno. Questa volta rinunciai all'anonimato, desideravo che tutto partisse da una sua stessa scelta.
Dapprima si mostr contraria, e tir fuori la carta di credito. Io le dissi (mentendo) che non avrei comunque potuto farla pagare con la carta perch quel luned non mi funzionava il POS.
Dopo qualche minuto di sfuriate accett la mia proposta, ma solo per non perdere altro tempo.
S, lo so, bluffare nelle trattative non  carino, ma  obbligatorio se si vuole concluderle da vincitori! Poi che spreco sarebbe stato lasciare un cuore cos pieno d'amore rinchiuso dentro una torre di timore?
Quello che la vita ci strappa l'amore ci cura.
Fu la prima poesia che le inviai. Non sapevo bene dove fosse Giulia in quel momento, ma so che stava guardando fuori da una finestra mentre pioveva. Sapete quel momento esatto in cui la pioggia contro il vetro di una finestra diventa musica?
Ecco, lei stava ascoltando quella musica. Si era presa cinque minuti solo per lei.
Aveva leggermente aperto la finestra, giusto quel poco da lasciare uscire il fumo, ma non abbastanza da far entrare la pioggia nella stanza. Si stava fumando una sigaretta, una di quelle che ti fumi di nascosto e, che tu abbia smesso di fumare o no, ti fumi da solo, cercando di non pensare a niente.
Quanto amo l'odore della pioggia stava pensando quando le arriv il messaggio. E tanto amava la pioggia quanto, almeno in quel momento, odiava l'amore.
Proprio a causa del suo odio verso l'amore, adesso, Giulia stava per respingere l'uomo della sua vita.
Be', ancora non lo sapeva con certezza che lui fosse l'uomo della sua vita, ma aveva un presentimento: il presentimento che quella persona a cui non era riuscita a non pensare mentre ascoltava la pioggia potesse, in un certo senso, essere diverso da tutti gli altri.
Era come se fosse caduta dentro un'equazione che dava un risultato meraviglioso, un risultato che le avrebbe cambiato per sempre la prospettiva.
Ma allo stesso tempo quell'equazione la preoccupava: era pronta a farsi spogliare dentro? Era pronta a fidarsi di nuovo? Al momento opportuno si sarebbe buttata o tirata indietro?
Tutte domande a cui Giulia, o almeno il suo cervello, voleva rispondere: NO, non se ne parla, questa volta non ci casco!.
E sarebbe stato un peccato. Non solo per lei, ma anche per lui. S, perch mentre chiudeva la finestra, a chiamarla per chiederle di vedersi quella sera stessa non erano un'amica o la sorella, ma proprio lui: Gabriele.
L'aveva conosciuto giusto qualche settimana prima e il destino aveva voluto che condividessero un'esperienza non facile da dimenticare.
Erano all'aeroporto Malpensa di Milano. Giulia era di corsa per andare a New York e Gabriele di corsa per raggiungere Parigi. Entrambi si sarebbero trattenuti in quell'aeroporto per poco, ma quel poco sarebbe bastato per farli avvicinare moltissimo.
Di l a un'ora e mezza Gabriele sarebbe arrivato all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi, dove avrebbe portato all'altare la sorella, mentre Giulia sarebbe arrivata al JFK di New York dopo poco pi di tredici ore, facendo scalo ad Atlanta per circa tre ore. Una volta nella Grande Mela la sua agenda sarebbe stata serratissima. Lavoro, lavoro e lavoro per quattro giorni prima di rientrare a Milano.
Cosa li fece avvicinare non fu un volo cancellato perch la pioggia si era fermata a parlare di vento con gli aeroplani, n un pilota sbadato che tir dritto per Parigi dopo aver confuso una nuvola francese con quella che ti porta a New York.
Ad avvicinarli fu la fretta.
Lui era in ritardo, molto in ritardo e correva verso il gate. Durante i controlli, con uno scusate, posso passare avanti che perdo l'aereo?, aveva saltato mezz'ora di fila, fino a scavalcare Giulia e impadronirsi della vaschetta mezza piena che lei aveva gi riempito con una delle sue borse, una collana e il cellulare.
Giulia non lo avrebbe mai fatto passare, ma si d il caso che proprio mentre cercava di trascinare il bagaglio a mano, pieno fino all'orlo (per stare pochi giorni si era portata l'armadio), fece cadere la vaschetta del suo assistente, che viaggiava con lei. In quell'attimo, la sua attenzione si spost verso il casino che stava combinando e Gabriele ne approfitt per prendere la vaschetta mezza piena, gi sul rullo, e buttarci dentro il portafogli con infilato all'interno il biglietto, la cintura e il cellulare.
Appoggi anche lo zaino sul rullo e via!
Ehi, fermati!
Scusa, passo davanti ch se no perdo l'aereo!
E dopo esattamente quindici secondi da quelle parole, Gabriele stava riprendendo dall'altra parte dei controlli lo zaino, la cintura, il portafoglio con infilato all'interno il biglietto e l'iPhone sbagliato.
Si erano scambiati i cellulari ai controlli.
E il problema era questo: se ne sarebbero accorti solo dopo il decollo, perch il cellulare di Giulia era carico, ma quello di Gabriele no.
Giulia, quando al gate lo tir fuori per mostrare pi rapidamente il biglietto, pens si fosse semplicemente scaricato, e decise di aspettare di essere in volo per usare la sua batteria portatile, tanto il suo biglietto lo aveva anche il suo assistente. Era un bel programma: cellulare sotto carica e pisolino. Si rese finalmente conto che non era il suo cellulare quando, risvegliandosi dalla pennichella, l'aereo stava sorvolando il Pacifico.
Ci manc poco che non cerc di dirottare il volo.
Una volta atterrati gli aerei, riaccesi i telefoni e chiamati i rispettivi numeri, l'ansia di Giulia, che pensava di aver perso la sua vita, divenne ben presto rabbia nei confronti di quel ragazzo che passandole davanti aveva combinato un gran pasticcio!
La soluzione pi semplice era una: sopravvivere per qualche giorno e diventare l'uno la segretaria dell'altra.
Giulia aveva la vita di Gabriele nelle mani, e Gabriele quella di Giulia. Da perfetti sconosciuti sarebbero diventati dipendenti l'uno dell'altra.
E non  un po' cos che funziona l'amore?
Nell'aspetto pratico si sarebbero dovuti confrontare per ogni cosa e avrebbero dovuto aiutarsi a vicenda per ogni piccola questione - ogni giorno per quei pochi, ma lunghissimi giorni.
L'inizio fu disastroso: Giulia e Gabriele litigavano di continuo. Al contrario delle mail di lavoro, a cui entrambi accedevano direttamente dal nuovo telefono, per i messaggi privati, sms o WhatsApp, dovevano confrontarsi su ogni risposta, non avendo detto a nessuno della situazione per non creare problemi o fraintendimenti.
E, proprio sulla vita privata, entrambi iniziarono ben presto a esprimere i propri giudizi, prima con frecciatine, poi con discussioni a suon di messaggi vocali.
Giulia arriv persino a registrare otto minuti di nota vocale quando scopr che il suo Cyrano de Bergerac aveva bloccato dal suo cellulare l'ex fidanzato che le aveva scritto Mi manchi, ma solo dopo avergli risposto: Anche io mi mancherei fossi in te! Adesso ti blocco e tu non mi cerchi mai pi. Altrimenti al prossimo messaggio ti risponder il mio avvocato.
Seguirono venti secondi di nota vocale di Gabriele molto diretti: Ascolta Giulia, te lo dir sinceramente, io so che non avrei dovuto intromettermi, ma non sono riuscito a fare finta di niente dopo aver letto alcuni messaggi nella chat in cui ricordavi a questo coglione del male che ti aveva fatto e di come si era permesso di metterti le mani addosso quando lo hai lasciato. Ora, non so chi sia e non voglio nemmeno scoprirlo, mi basta sapere quello che non : un uomo. E tu meriti di meglio. Quindi scusa ma non ti chiedo scusa per averlo mandato a quel paese. E nemmeno per aver letto i messaggi, nella situazione in cui siamo  impossibile non farlo. Odiami e se vuoi butta il mio cellulare. Io lascer il tuo in un negozio a Milano e con trova il mio iPhone lo potrai recuperare.
Lei rispose: Non ti odio e non butto il tuo cellulare, e grazie per esserti preoccupato per me,  strano che qualcuno lo faccia... ma la prossima volta a ogni modo scrivimi prima di reagire d'istinto.
Tra un matrimonio e un appuntamento di lavoro litigarono altre volte.
Spesso per messaggio.
La prima fu quando lei si invi via mail delle lettere piene di consigli e molto tenere che lui aveva scritto, dedicandole alla sorella, sulle note del telefono...
  Di, ma perch lo hai fatto? Sono riservate! Poi non gliele ho nemmeno date alla fine!
  Gabriele, avresti dovuto! Mi sono emozionata io che non mi sposo e nemmeno sono tua sorella! Comunque le volevo anche per me! Odiami e se vuoi butta il mio cellulare.
E ancora una volta litigarono quando lui le confess che tutti i numeri delle ragazze con accanto una citt al posto del cognome erano le sue scopa-amiche.
Lei rimase delusa e anche parecchio scioccata, soprattutto perch di Jessica Milano ce n'erano ben quattro.
  Vedi, Giulia, tendenzialmente quando un uomo non sa cosa vuole, ha una logica stupida: mi piace lei, per scrivo ad altre tre, e se lei lo scopre posso comunque dirle che rimane la mia preferita, che con lei  diverso, che con le altre faccio solo lo stupido... o sciocchezze del genere. Questo perch quando un uomo non sa cosa vuole prende tutto quello che gli passa davanti e quindi non  in grado di avere relazioni chiare. Continua a mentire e cerca di mantenere dei rapporti in stand-by. Io preferisco essere brutalmente sincero: se tu mi piaci solo esteticamente e ci vogliamo divertire, perch no? Divertiamoci e basta!
Ma non eri uno romantico?
Romantico s, non coglione!
Giulia rispose con un ahahahah, e di solito non ride mai quando lo scrive. Ma quella volta stava ridendo davvero.
Mi piace fare sesso! E l'unico modo per farlo spensierati  di essere chiari fin da subito. Ti dir di pi, tanto ormai hai i miei segreti in mano: prima di avere una rubrica che geograficamente coprisse buona parte delle citt che frequento usavo molto Tinder, la conosci?  quell'app per incontri dove nella schermata iniziale le ragazze della citt che imposti vengono raccolte in una fila di cartoline con foto, et e altri dettagli non troppo utili. Be' mi ero studiato la tattica mitraglietta: dopo aver girato lo schermo in orizzontale, con l'indice schippavo tutte le ragazze per avere un match, cos poi selezionavo direttamente le mie preferite tra quelle che mi accettavano. Mandavo un messaggio copia e incolla a tutte le preferite e uscivo con la prima che rispondeva.
Non voglio altri dettagli. Mi stai cadendo in basso. Voi uomini fate schifo, ne pensate sempre una in pi del diavolo.
Ma preferisci sincerit o menzogne?
No, sincerit, certo, ma pensavo fossi leggermente diverso da gli altri uomini che ho incontrato, invece in fondo siete tutti uguali! Il sesso prima di tutto!
Ma cosa credi? Certo che preferisco fare l'amore, mentale e fisico, l'amore vero, quello con la persona che ami e che fa parte della tua vita, ma quello non lo posso fare con la prima che capita, cos come lei non pu farlo con me! Non voglio far innamorare o illudere una persona solo per portarla a letto. E guarda che io, a differenza degli uomini a cui ti riferisci con la frecciatina del tuo ultimo messaggio, non sono fidanzato! Quindi prima di giudicarmi contestualizzami! Ricorda che sono single da quattro anni! Sinceramente, all'alba dei ventisei non mi andava di appendere il pisello al chiodo!
Ok, mi sto gi pentendo di quello che sto per scrivere: non so come hai fatto, ma ti sei salvato in calcio d'angolo! Per se fossi la tua fidanzata dovresti rivedere un po' di numeri in rubrica...
Giulia, se fossi la mia fidanzata non avrei certi numeri in rubrica, almeno non salvati in quel modo.
Scoperte le parti pi intime, e persino quelle imbarazzanti, Giulia e Gabriele iniziarono a trovare una sorta di sintonia. Arrivarono addirittura a sentirsi senza aver bisogno di notificarsi un messaggio.
Avevano piacere di scriversi.
Un messaggio tira l'altro. La voglia di mandarsi una foto, una confidenza, un punto di vista in comune... e in pochi giorni si erano accorti di quanto, se pur diversi, potessero essere complici.
Lei gli raccont che continuava a scrivere alla madre, nonostante fosse scomparsa, lui le confid del terribile litigio con il padre.
Condividevano emozioni e risate, cicatrici e sciocchezze.
Finirono col comprendersi piuttosto in fretta.
Colpo di fulmine? No. Solo destino.
Immaginate di avere il cellulare di un'altra persona tra le mani e di poterla scoprire realmente nei punti pi profondi. Immaginate che lei possa fare lo stesso con voi. Sareste entrambi disarmati.
Immaginate poi di aver bisogno di una persona che allo stesso modo ha bisogno di voi. Di doverla conoscere nuda da maschere, accettandone i segreti.
Forse  proprio cos che si costruisce l'amore.
Non intendo scambiandosi i cellulari, ma scambiandosi le parti pi intime, lasciandosi spogliare nel profondo, fidandosi del fatto che l'altra persona ci protegger e, se pur a volte contrariata, asseconder comunque le nostre decisioni.
Tenendoci tra le mani senza fare mai testa o croce, n con le nostre scelte n con i nostri sentimenti.
Il momento giusto non arriva, si crea!
E le scuse, se questo non accade, hanno solo due motivazioni: l'altra persona non ci piace abbastanza o noi non piacciamo abbastanza a lei.
Nella vita si cambia continuamente e pu capitare che, se non lo si fa insieme, alla fine uno dei due pronunci il classico: Non ti amo pi.
Non ti ama abbastanza o non lo ami abbastanza tu.
Quando la motivazione  una di queste c' chi soffre e chi far soffrire. Nel pi fortunato dei casi, invece, le cose possono coincidere, e lasciarsi andare, per quanto spiacevole, sar liberatorio.
Non c' un segreto per l'amore, ma sicuramente con l'amore non c'entrano i segreti.
Almeno questo credo io, che sono solo un Piccolo Poeta che scrive da una vecchia altalena sopra a un tetto, sotto un cielo pieno di stelle che nessuno guarda pi.
Purtroppo le persone preferiscono mentire e omettere, avere appunto dei segreti, e invece questo non detto  proprio uno dei veleni pi pericolosi in una storia.
Finiamo per soffrire proprio perch non c' chiarezza in quello che si fa o in ci che ci viene detto. Molti preferiscono trovare scuse o cercare di rimandare un potenziale problema, giustificati dal fatto che creare un fraintendimento  pi comodo che dover affrontare una verit.
Non fare oggi quello che puoi rimandare a mai pi si dice, o anche: Non confessare un problema se puoi fare finta di niente.
Secondo me bisogna trovare il modo di aprirsi e il coraggio di imparare a raccontarsi, prendendo atto della realt delle cose anche se le conseguenze possono fare paura.
Le poesie servono a questo, e se le avessi usate un po' anche per me stesso forse adesso sarei insieme alla ragazza della finestra illuminata.
Magari ci saremmo accorti di essere perfetti o magari no, ma almeno avrei l'anima in pace.
Scusate... mi sono fatto prendere dal mio cuore.
A ogni modo, torniamo a Giulia e Gabriele.
Avete presente l'equazione di Dirac?
Io no, ma una volta, un luned mattina, prima di aprire il negozio ero andato a riconsegnare a un giovane studioso di fisica il cellulare che gli avevo rubato la domenica. In realt non glielo avevo proprio rubato, lui lo aveva scagliato fuori dalla finestra in un impeto di rabbia e, raccolti i resti, me ne ero impossessato per ripararlo.
Fu un lavoraccio e quella notte non chiusi occhio.
La mattina seguente dovevo andare in facolt e infilare il telefono dentro il suo zaino durante una lezione, senza che lui se ne rendesse conto.
Entrai in aula mentre il professore spiegava qualcosa e poco dopo, fingendomi uno studente, mi ritrovai seduto nel banco di fianco all'aspirante fisico. Cellulare nello zaino e missione compiuta, mi fermai qualche minuto per ascoltare il professore.
Ero rimasto incantato da quello che stava dicendo.
Non capivo nulla, ma la passione con cui lo spiegava era emozionante.
Mi ero portato dietro una Moleskine per fingere di prendere appunti.
Ogni tanto, qua e l in quella complicata spiegazione, annotavo le parole del professore.
A un certo punto notai che sul banco era scarabocchiata con un pennarello indelebile questa formula: (? + m) ? = 0. Sotto c'era scritto qualcosa:
Questa  la mia versione dell'equazione di Dirac, che per me  la pi bella equazione di fisica quantistica. Spiega che se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati non possono pi essere descritti come due sistemi distinti, ma in qualche modo diventano un unico sistema. In altri termini, quello che accade a uno di loro continua a influenzare l'altro, anche se distanti chilometri o anni luce.
Quest'equazione  bella, vero? chiesi allo studente.
S, bella, per  sbagliata. Per essere corretti, andrebbe scritta cos: (i? - m) ? = 0, e cos dicendo me la mostr sul suo quaderno di appunti.
Ma quello che c' scritto  molto bello, vero?
S, bello, per  sbagliato ribad lui. In realt quella formula matematica ha senso solo per i sistemi microscopici. Due amanti sarebbero un sistema macroscopico, quindi non si pu applicare a essi il concetto di inseparabilit... Inoltre l'equazione  valida solo per una particella libera di muoversi nello spazio intergalattico e che non interagisce con altri campi o particelle... Poi un conto  ottenere uno stato di entanglement, ma mantenerlo  molto difficile.
Qua e l forse aveva ragione, ma stava diventando scrupoloso, noioso, e ripeteva cose lette dai libri in un copia e incolla di cui probabilmente non aveva capito nulla, cos gli chiesi: Ma quello che mi stai dicendo  irrazionale?.
Assolutamente no.
Allora cosa c'entra con l'amore?
Assolutamente nulla, ma...
Quindi la tua precisazione sugli amanti  fuori luogo.  come se durante la proiezione di un film della Disney ti impuntassi sul fatto che in realt i gatti non potrebbero mai suonare il basso. Eppure, negli Aristogatti fanno questo e tanto altro.
Ma quello  solo un cartone animato...
E questa  solo una scritta su un banco... Come hai detto tu Dirac l'aveva pensata per scriverla sulle lavagne o nei libri di fisica quantistica.
Ho capito, quindi mi stai dicendo che non ha importanza?
No, non ha importanza se si tratta solo di conoscere a memoria delle corrette nozioni di fisica quantistica, ma ne ha per definire come a volte funziona l'amore.
L'amore  irrazionale, come la poesia e come la vita.
Potresti passare l'intera esistenza cercando di spiegare con la logica ogni cosa, ma la verit  che tutto si basa e si baser sempre su supposizioni. Che una cosa impossibile accada  quasi sicuro, e prima o poi anche una solida supposizione pu crollare davanti a un cambiamento che non avevi previsto.
Giulia non aveva previsto che quell'incidente si potesse trasformare in un decisamente poco romantico, ma emozionante, scambio di intimit.
Quella formula sbagliata descriveva nel modo giusto ci che stava accadendo a loro due.
Se due persone interagiscono per un certo periodo di tempo con grande intimit e poi vengono separate non possono pi essere descritte come due sconosciute. In qualche modo rimane in ciascuno di loro un ricordo indelebile dell'altro.
Indipendentemente da ci che accade, insomma, continuano a passare l'uno nei pensieri dell'altro, anche se distanti chilometri o anni luce.
Dopo essere tornati dai rispettivi viaggi, per, Giulia e Gabriele si erano visti una sola volta, in aeroporto, per scambiarsi i cellulari poco dopo che lei era atterrata. Erano rimasti insieme per poco, giusto il tempo di passarsi gli iPhone, guardarsi negli occhi in silenzio per quasi un minuto e salutarsi senza aggiungere nulla.
Ma a volte con uno sguardo si pu dire tutto il necessario.
Giulia chiuse la finestra da cui stava fumando, mentre fuori pioveva ancora, e non rispose alla chiamata di Gabriele.
Poco dopo le arriv un messaggio:
  Come stai? Ci vediamo stasera per mangiare qualcosa insieme?
Gabriele la stava invitando a cena. Non si erano scritti nulla da quando si erano scambiati i telefoni. Erano passati da sconosciuti a complici intimi, e ora di nuovo a perfetti sconosciuti.
Ripeto, sarebbe stato un peccato non farli riavvicinare. Se erano sopravvissuti a un'esperienza simile avevano buone chance di potersi amare davvero.
Ed eccola col cellulare in mano, una chiamata persa e un po' di nervosismo tra le dita, che si preparava a scrivere:
  Stasera non riesco. Per me sarebbe meglio che non ci vedessimo per qualche tempo.
Cos avrebbe voluto il suo cervello, o almeno quella parte che cercava di razionalizzare le cose e dare voce alle sue delusioni passate.
Ed era comprensibile, aveva avuto delle esperienze davvero dolorose.
Chi l'aveva tradita con un'amica, chi l'aveva soffocata psicologicamente, chi l'avrebbe voluta soffocare fisicamente, chi le aveva addirittura alzato le mani addosso.
Ma quella volta era diverso, Gabriele era una buona persona, sul serio.
Era quello che ci voleva per lei, quello le sarebbe servito per farle credere ancora una volta nell'amore. La volta giusta.
Fortunatamente, le mie poesie la aiutarono.
Proprio con una mia poesia le feci cancellare il messaggio che stava per inviare.
E, facendola riflettere sul presente, la convinsi a darsi un'opportunit con lui.
Rischia, ch i rimpianti sono peggio.
Dopo aver borbottato tra s e s qualcosa di incomprensibile, con gli occhi stretti dall'imbarazzo richiam Gabriele per dirgli: Cos vuoi andare a cena? Ho il frigo vuoto, quindi si pu fare, ma mi passi a prendere tu.
Dopo un antipasto, due primi e quattro bicchieri di vino, non era nei piani di nessuno dei due che quella cena, passata a ridere della loro esperienza coi cellulari, si trasformasse in una passeggiata in Duomo. Accadde e basta.
Non era nei piani di nessuno dei due che quella passeggiata, trascorsa a raccontarsi di come si sarebbero visti di l a vent'anni, diventasse un passaggio in macchina fin sotto casa di lei. Accadde e basta.
Non era nei piani che tutta quella serata si trasformasse in un bacio sotto casa di lei. Accadde e basta.
Dopo ben cento poesie, altre venti cene, due viaggi, tanti altri baci e altrettante notti passate nello stesso letto, Giulia scrisse la sua lettera.
E io avevo finito il mio compito con lei.
Fu una delle lettere pi belle che abbia mai letto.
Cara mamma, come stai?
Ti scrivo questa lettera perch  da un po'
che non ci sentiamo e volevo aggiornarti su come stanno
andando le cose qui.
Vado subito alla novit pi importante:
mi  successa una cosa... e adesso sono innamorata!
So cosa stai pensando, tua figlia non  pi la stessa.
Effettivamente qualcosa  cambiato,
nonostante non sia pi una bambina, ho ripreso a sognare.
S, finalmente sono cresciuta anche io.
Certo ci sono ancora persone che, se potessi tornare indietro, vorrei incontrare di nuovo la prima volta solamente
per potermene andare via.
Ma ho capito che se mi sono lasciata trattare male
da degli stronzi, da qualche parte  stata anche colpa mia.
E ho anche accettato il fatto che non abbiamo solo gli stronzi su questo pianeta. No, ci sono anche i coglioni.
(Scusa, stavo diventando troppo romantica
e mi serviva un po' di ironia...)
Ma, oltre queste due categorie pi comuni,
se sei fortunata a prenderle al volo, raramente, molto raramente,
puoi trovare anche le belle persone!
Ho capito che a volte, se trovi la persona giusta con cui farlo,
non devi aspettare, devi buttarti!
S, ho capito l'importanza che ha il volare tra le nuvole di tanto in tanto... ma senza mai staccare i piedi da terra.
Mi sono innamorata di un uomo di nome Gabriele.
Potrei parlarti ore di lui, passerei dal dirti quanto spesso
 elegante a quanto a volte sia buffo...
ma sappiamo benissimo entrambe
che quello che pi t'importa  che sia una persona buona,
e lui lo ; e mi vuole bene.
Quando ha bisogno dei suoi spazi,
lascia sempre un posto per me,
e io sto imparando a fare lo stesso.
Con lui non solo  facile, ma anche bello.
Ho capito che, tra le occasioni che capitano,
non volevo lui ne diventasse una persa.
Esserci l'uno per l'altra  la cosa che conta di pi,
e forse ho capito solo adesso quanto sia importante.
Ti ricordi quante lettere ti scrivevo,
con la penna stretta forte nelle mani, in cui provavo a convincermi che ero diventata donna fin da bambina?
Non era vero... ero forte fin da bambina, s, ero una guerriera.
Ma per essere una donna dovevo anche imparare a farmi amare.
Non che sia stato facile senza te che mi amavi cos bene,
ma prima o poi dovevo togliermi i braccioli e imparare a nuotare da sola.
Finite le questioni di cuore, il resto va tutto bene...
vorrei precisare come sempre che mi manchi,
anche quando non te lo scrivo,
e che come sempre troverai qualche goccia di pioggia sulla lettera,
ma tranquilla, non piove in casa,  solo qualche perdita dagli occhi.
I soliti effetti collaterali di sorriderti come se
non fosse successo nulla.
Mi manca romperti le palle per ogni piccola cavolata,
ma tranquilla, ora posso sfogarmi con Gabriele!
Grazie come sempre per l'amore che mi hai lasciato
e per la vita che mi hai donato.
Ti voglio bene,
tua per sempre
Giulietta


Capitolo 3.
Michele.
Storia di una casa che voleva cambiare casa.

Le stelle stanno arrivando alla mia finestra, vuol dire che oggi, tra non molto, diventer domani, e che tra non molto io sar partito... ma mi raccomando, se voi vedete una luce che brilla pi delle altre nel cielo ditemi che  tornata! Ditemi che Anna  alla sua finestra.
Domani la andr a cercare ovunque. Arriver fino a Parigi. Che bella che dev'essere Parigi al tramonto... Mi manca anche se non ci sono mai stato.
Una volta una stella tedesca mi ha detto che nella sua lingua c' una parola, Fernweh, che indica la nostalgia per i posti in cui non si  mai stati.
E io ora ho molta Fernweh per un tramonto di Parigi.
Ma non parlo bene il tedesco, lo uso solo quando sono triste.
Per esempio, per spiegare la mia tristezza uso la parola Waldeinsamkeit.
Waldeinsamkeit  la sensazione di sentirsi come quando si  soli in un bosco. Non sono mai stato solo in un bosco, ma quando sono triste mi sento proprio cos.
Torniamo a noi per... l'ultima storia che vi racconter prima di partire  iniziata un gioved.
Venne a trovarmi un ragazzo, avr avuto ventinove anni, anno pi anno meno... S, lo so, alle persone spesso cambia se gli dai un anno in pi o un anno in meno, ma se chiedete alle stelle cose ne pensano, loro vi rideranno in faccia... per questo io ormai su certe cose mi sono abituato a non essere preciso: approssimare gli anni, che tanto quelli attaccati si somigliano un po' tutti; dimenticare le scuse, che tanto oscurano solo la verit; fregarsene di quello che pensano gli altri, che tanto non sar mai un problema nostro; lasciare stare i chili di troppo, cancellare i rancori, buttare qualche promessa non mantenuta e via cos... tanto alle stelle non importa.
A ogni modo quel ragazzo era piuttosto scontroso.
Il suo nome era Michele: Michele l'apatico.
Sembrava uno di quei tipi a cui non frega niente di nessuno e a cui nessuno pu dire niente.
Mentre entrava in negozio prese dentro il postino che stava uscendo e non si gir nemmeno per chiedergli scusa.
Io stavo cercando un taglierino per aprire una busta piena di lettere che non vedevo l'ora di leggere, quando mi disse: Tieni, aggiustamelo, senza nemmeno guardarmi negli occhi.
Continuai a cercare il taglierino, ma niente... non lo trovavo.
Mi hai sentito?
Certo che ti ho sentito, hai parlato.
E allora perch non mi hai risposto?
Il tono con cui parliamo pu cambiare il significato delle parole che escono dalla nostra bocca... e io ho sentito tieni, obbedisci. Tu per non sei il mio capo, e nemmeno ne cerco uno.
Ma sono un cliente! disse guardandomi finalmente negli occhi.
Il cliente fa una richiesta... c' differenza.
Ok, va bene, come vuoi tu... allora potresti aggiustarmelo?
S, posso.
Non era arroganza fine a se stessa, n superbia, la sua. Era distaccato e teso, al punto da apparire tutto grigio, pieno di nuvole, oscurato dal suo triste nervosismo.
Rimase l ad attendere, nella sala d'aspetto. Ogni tanto rideva da solo scuotendo la testa. Era una risata strana, pi simile a un colpo di tosse.
Solo dopo avergli aggiustato il cellulare mi resi conto del perch di quella maschera ostile che aveva incollata alla faccia.
Una crepa enorme era esplosa dentro il suo cuore e nell'anima.
Non era apatia, ma un silenzio assordante.
Uno di quelli che dopo un'esplosione perforano i timpani, lasciando quel sottilissimo fischio che paralizza la mente, per quanto entra in profondit. Lui sembrava doverci convivere, con quel fischio, e tutto quello che toccava si infettava.
Il cellulare non voleva tenersi il suo proprietario e, guardandogli dentro, vidi che lo stesso era per molte altre cose della sua vita.
Persino la sua casa sembrava voler cambiare casa.
Vi ricordate della domenica in cui Valentina voleva buttarsi da una finestra senza saper volare?
Ecco, quella domenica il ragazzo che le sbatteva contro mentre lei apriva la porta delle scale si chiamava Michele.
Il suo cellulare cadde e Valentina pens che si fosse rotto in quel momento. Ma non era cos. Come lui stesso le disse si era rotto qualche minuto prima. Ho contato: precisamente otto minuti e cinquantaquattro secondi, ma potevo continuare.
All'ultimo piano del palazzo Michele stava festeggiando l'acquisto dell'attico con amici e parenti.
Quella casa, in realt, non era solo per lui, ma anche e soprattutto per il fratello; e se vogliamo essere precisi, non stavano ancora festeggiando.
Insomma, qualcuno che smangiucchiava le patatine c'era gi, ma nessuno aveva ancora alzato la musica o stappato bottiglie, poich si trattava di una festa a sorpresa, e alla festa a sorpresa non era ancora arrivata la persona da sorprendere.
Michele veniva da un piccolo paesino nel Nord della Sardegna... o era nel Sud? Non ricordo bene... comunque il punto  che, oltre a essere sardo, era anche un grande appassionato di cucina.
Durante l'adolescenza, mentre i suoi amici si trovavano al campetto a giocare a calcio, lui passava i pomeriggi dopo la scuola a leggere libri di ricette e cucinare! A volte cucinava persino di notte, preparava torte per la colazione in famiglia del giorno dopo, addormentandosi sul divano del soggiorno con i guanti da forno al posto del cuscino.
Sognava di lavorare come cuoco, in un grande ristorante di una grande citt. Cos, a diciannove anni, si era trasferito a Milano per cercare lavoro in qualche cucina.
Non avendo molte esperienze sul curriculum e non potendo inserire le colazioni preparate per la famiglia, inizialmente aveva rimediato solo un incarico come fattorino per un'app di food-delivery.
Ma per pagarsi una stanza e iniziare gli andava bene... era pur sempre un lavoro a contatto con il cibo.
Dopo qualche mese era passato dall'essere un fattorino al fare il lavapiatti in una mensa, ma la fortuna era arrivata quando il suo coinquilino, uno studente del Politecnico di nome Riccardo, gli aveva chiesto di appendere per Milano degli annunci in cui la zia cercava disperatamente un apprendista per il suo ristorante.
Annunci che ovviamente non erano stati mai appesi. Michele aveva cominciato la settimana dopo. Il suo talento e la sua costanza lo avevano premiato, e dopo un anno era il sous-chef del ristorante, con un'ottima paga e la stima di molti addetti ai lavori.
Era disponibile, educato e solare, o almeno quasi sempre. Non lo era tanto nei giorni in cui il suo commercialista gli comunicava quanto doveva pagare di tasse... ma questo credo sia comune a tutti. Non aveva particolari rimpianti, n troppi rimorsi con cui convivere. I sacrifici che pi gli pesavano per aver seguito le sue passioni e lasciato la sua terra erano soprattutto le sue mancanze nei riguardi della madre e del fratello. Motivo per cui era stato felicissimo di ricevere la notizia che il fratello Andrea sarebbe venuto a studiare Ingegneria a Milano, ed era stato ancora pi felice di poter aiutare la sua famiglia aprendo un mutuo e comprando un piccolo ma luminoso attico in zona Navigli dove loro avrebbero potuto abitare insieme.
E adesso quella casa che, con un piccolo, grande sforzo aveva comprato, era piena di amici e parenti: tutti aspettavano l'arrivo di Andrea per stappare le bottiglie. Michele aveva fatto venire addirittura i nonni materni, che non si erano mai allontanati dall'isola: parlavano un dialetto sardo cos stretto che persino sua mamma faceva fatica a capirli.
Si chiamava Claudia la mamma di Michele... era atterrata con i nonni nel pomeriggio e sarebbe dovuta passare a prendere Andrea quella sera stessa alla stazione dei treni di Milano Centrale, per poi accompagnarlo nella sua nuova casa.
Purtroppo, per, Claudia non era passata a prendere nessuno, n al binario, n al parcheggio davanti la stazione.
Poco prima di scontrarsi con Valentina, Michele aveva ricevuto una chiamata, durata meno di un minuto.
Ho contato fino a quarantasette secondi... ma potevo continuare.
Era una di quelle chiamate che non si sarebbe mai pi scordato nella vita, una di quelle in cui ti sparano nel petto una palla di cannone da pochi metri di distanza: bam, uno sparo sotto forma di notizia atroce.
Nessuno sa colpire duro come fa la vita.
A volte usa un cannone, altre volte una palla demolitrice.
Nell'impatto, il cellulare gli era caduto lentamente dalle mani, mentre lo sguardo era rimasto immobile a fissare il muro.
Ad assorbire il colpo era stato lo stomaco, svuotato di tutto.
Dalle viscere gli era sgorgato un bruciore che ora correva lungo i bordi di quel buco a forma di cerchio che la palla di cannone aveva lasciato nel suo corpo. Michele sentiva solo quello, nient'altro.
La faccia era diventata pallida, ma c'era ancora un sorriso. Un sorriso amaro. Finto. Come se sentisse una fortissima puzza di bruciato e non volesse ammetterlo nemmeno a se stesso.
Con quello stesso sorriso amaro sulla faccia aveva raccolto il cellulare, aperto in due, da terra ed era uscito sul balcone per cercare un po' d'aria.
Quella casa stava gi bruciando con il suo stomaco. Uscito, aveva respirato per qualche secondo a occhi chiusi. Rientrando, aveva sussurrato qualcosa al suo coinquilino Riccardo e, messa una giacca, senza troppi convenevoli era corso gi per le scale... poi in macchina, verso la stazione.
Al telefono Michele aveva capito poco...
La madre era in lacrime e con voce tremante cercava di dargli la terribile notizia: Mi hanno chiamata da Nizza... c' stato un incidente... tuo fratello non c' pi....
No... che dici? No... non  riuscito neanche a vedere la casa...
 caduto in moto... ti prego, vienimi subito a prendere... non riesco a muovermi...
Le cose erano andate cos. Mentre aspettava in stazione, un agente di polizia aveva chiamato la madre per dirle che suo figlio Andrea era stato trovato morto sulla strada il pomeriggio.
Trovato morto non significa l'hanno ricoverato e stanno facendo il possibile, significa che  gi finita.
Significa che la vita, questa volta, non ti ha dato nemmeno un briciolo di speranza. Non solo non potrai schivare una cannonata ma, anche se non te ne eri accorto, quella cannonata ti ha gi colpito.
Andrea stava andando con la moto di un amico alla stazione di Nizza per prendere il treno che lo avrebbe portato a Milano. Si era fermato in Francia solo qualche giorno, per stare con il suo fidanzato e vedere una partita di calcio.
Era bastato un attimo: una curva non abbastanza larga presa troppo in fretta, e poi la caduta.
Colpa di chi?
Nessuno.
Non c'era nessuno con cui prendersela, se non la moto, Andrea stesso o la vita. Era semplicemente caduto in moto.
Tomber, diceva l'agente, e in francese tomber significa cadere o morire, ma per lui aveva significato tutte e due le cose.
In questi casi va sempre cos: con una chiamata finisce tutto.
E lo stesso era stato per Andrea. Una chiamata e lui non c'era pi.
Per Michele a quella chiamata erano seguiti: una notte d'inferno, tante lacrime, diversi giorni senza toccare cibo e senza bere liquidi che non fossero alcolici, parecchie sigarette. Il rientro in Sardegna, il funerale.
Qualche giorno dopo, tornato a Milano, si era ricordato di aggiustare il cellulare.
Era passata meno di una settimana dal funerale quando entr in negozio.
Restituendogli il cellulare gli chiesi di non pagare e di lasciarsi mandare le poesie, proprio come avevo fatto con Giulia.
Lui per annu subito sorridendo e, dopo avermi ringraziato, se ne and col telefono tra le mani.
Pensava fosse uno scherzo... come gli sembrava essere uno scherzo tutto quello che stava vivendo: gli sembrava uno scherzo dover provare a lavorare sopportando ci che era successo, gli sembrava uno scherzo non poter cucinare per suo fratello, gli sembrava uno scherzo continuare a dormire con le valigie ancora fatte nel suo vecchio appartamento. Gli sembrava tutto uno scherzo. Un brutto scherzo.
Ogni tanto, perso tra i pensieri, che si trovasse per strada o sotto la doccia, scuoteva la testa come per dire a se stesso che non poteva essere successo davvero. Poi alzava lo sguardo e chiudeva gli occhi per cercare di non piangere. Aprendo gli occhi avrebbe voluto svegliarsi e scoprire che era solo un brutto sogno...
Non passarono molti giorni prima della riconsegna delle chiavi del vecchio appartamento e quindi del trasloco.
La nuova casa era mezza vuota: c'erano giusto il frigo, la cucina, una scrivania col computer e un divanetto. Apr la porta e appoggi le valigie a terra, poi le spinse dentro con un calcio come fossero dischetti da hockey, pos il cellulare su una mensola all'ingresso e richiuse la porta. Non aveva il coraggio di entrare.
Quel pomeriggio, al lavoro, i suoi pensieri facevano un rumore assordante, le mani tremavano e ben presto, dopo aver messo il grembiule, ebbe un tracollo: non solo non riusciva a cucinare, non riusciva nemmeno a tagliare le patate, e se provava a lavare un piatto quello finiva a terra prima di essere insaponato. Rompendosi in mille pezzi.
Per essere felici, per, come vi dicevo all'inizio di questo libro, dobbiamo essere interi.
Solo che a volte  la vita a romperci, come se noi fossimo vasi di terracotta e lei una bambina dispettosa che ci butta gi dal balcone del settimo piano di una palazzina qualsiasi. Distruggersi all'impatto col suolo  inevitabile.
A quel punto l'unica cosa che possiamo fare  aspettare.
Aspettare che i pezzi finiscano di esplodere impazziti, come fuochi d'artificio puntati sull'asfalto...
Aspettare che finiscano di sgretolarsi sulle strisce e rotolare nei tombini.
Aspettare il silenzio assordante che vi  dopo ogni distruzione.
Poi, una volta accusato il colpo, iniziare a ricostruire tutto.
Non c' bisogno di illudersi, sar un lavoraccio. Faticoso dentro e fuori. E la percentuale di probabilit che il vaso torni esattamente com'era prima  inferiore allo zero per cento.
Fatica inutile?
No, perch a volte ricostruire migliora.
Anzi non solo a volte, quasi sempre.
Come nell'arte giapponese del Kintsugi in cui si incollano con l'oro i pezzi di qualcosa andato in frantumi. Riparare dev'essere un'arte, solo in quel modo la ricostruzione migliorer quello che eravamo prima di distruggerci.
Se nel riparare una tazzina rotta al posto dell'oro usassimo l'Attak o la colla vinilica, il risultato sarebbe un pasticcio, magari utile di nuovo per bere caff, ma comunque un pasticcio.
Con l'oro, invece, quella tazzina sar pi bella di prima, pi preziosa.
Lo stesso avviene quando ricostruiamo noi stessi dopo un trauma. Se la nostra anima si  rotta dobbiamo aggiustarla con premura, pazienza e una selezione molto rigida di chi facciamo entrare nella nostra nuova vita.
Possono deluderci davvero solo le persone
a cui abbiamo dato grande importanza.
Quelle sere, dopo il lavoro, Gabriele non rientrava in casa, dormiva in macchina, nel posto auto dentro la corte.
Al lavoro le cose peggiorarono finch la comprensione della titolare del ristorante non arriv al limite e dovette sostituirlo.
Prenditi del tempo furono le parole che gli vennero rivolte.
Ora Gabriele aveva bisogno di una poesia, oltre che di una bella doccia, ma quello lo sapeva anche lui, perci quel giorno rientr finalmente in quel maledetto attico. Doccia, sigaretta in balcone poi a occhi aperti sul divanetto cercando di dormire. Il cellulare non gli serviva, lo aveva lasciato fermo sulla mensola. Partirono una roulette di giorni in cui in casa non ci passava pi di tre ore per volta. Fumava in balcone, rompeva un piatto provando a cucinare e usciva per andare a correre.
Tornava, faceva la doccia e si metteva sul divanetto. Non so cosa pensasse mentre a occhi aperti rimaneva immobile a guardare le pareti di quella casa, so solo che il giorno del suo ultimo compleanno pass tutte le tre ore che trascorreva l dentro a fissare il muro, nello stesso punto in cui lo aveva fissato quella sera mentre si lasciava cadere il telefono dalle mani.
Dopo pochi mesi da che gli avevo riparato il cellulare, mandai la prima poesia.
Per la precisione ho contato fino a novantasette giorni, sedici ore, otto minuti e cinquantaquattro secondi, ma potevo continuare.
A sopravvivere non  l'anima pi forte, n quella pi intelligente,
ma quella che pi reagisce in maniera positiva ai cambiamenti.
Sbuff guardando lo schermo del cellulare, e usc lasciandolo ancora l, su quella mensola accanto la porta. And a correre senza cellulare, e senza una meta, come sempre.
Non correva per allenarsi, era pi per scappare da qualcosa: un ricordo, una situazione. Usciva da quella casa e andava alla ricerca di una suggestione che potesse farlo entrare in una nuova vita, un'idea per lasciarsi dietro quello che era successo, un modo per scordarsi di ci che aveva perso.
Per tutti gli ultimi anni aveva cercato di diventare qualcuno, ma in quei giorni era giunto alla conclusione che qualcuno lo era gi, da sempre; anche senza i soldi, senza il successo o senza le soddisfazioni personali. Erano tutte cose secondarie... s, lui era gi qualcuno.
Avrebbe voluto capirlo prima. Sprecare meno tempo.
Soprattutto dedicarne di pi ad Andrea.
I rimpianti che, prima di quel momento, sembravano essere solo pochi sassolini in fondo a uno stivale, ora erano diventati una montagna di rocce e scogli.
Avrebbe voluto tornare indietro e darglielo pi lentamente, quell'ultimo abbraccio dato invece frettolosamente in un aeroporto.
Avrebbe voluto stringerlo pi forte.
Avrebbe voluto abbracciarlo come si deve.
E correva, con in testa questo pensiero da cui avrebbe voluto scappare.
Dal di fuori nessuno lo vedeva soffrire. Sia perch frequentava poche persone e luoghi poco affollati, sia perch la sua stanchezza era scambiata per apatia.
Pass ben tre giorni senza toccare il cellulare...
Non sapevo come fare per fargli leggere le poesie, cos una sera, preoccupato, ricordo di aver chiesto a una nuvola che piangeva come poter fare.
Un giorno, tre autunni... disse la nuvola continuando a piangere.
Che vuol dire?
Piccolo Poeta... sigh...  normale stare male, soprattutto quando il tempo per dimenticare un dolore passa lento.
Ma per quanto rester cos? Gli ho preparato tutte le mie poesie! Deve leggerle per stare meglio!
Un giorno, tre autunni... sigh.
Dovr aspettare cos tanto? Ma le poesie andranno a male! Se le scorder.
 un proverbio cinese usato quando qualcuno ti manca cos tanto che un giorno pesa come fossero tre anni. Il tempo si dilata al punto da perdere valore, la sensazione  simile a quella che si prova cadendo nel vuoto. Una sensazione che ti condiziona, facendoti perdere l'equilibrio, facendoti sentire meno lucido.
Come posso fare per rimetterlo in equilibrio e fargli leggere le poesie?
Fagli leggere una poesia e accendi la primavera in lui! Basta un secondo...
In che senso basta un secondo?
Per cambiare idea e umore basta sforzarsi per un piccolissimo secondo. E in quel momento fare quello che non avevi ancora avuto il coraggio di fare... i secondi cambiano tutto!
Ma se non guarda il cellulare come legger una poesia?
Be', Piccolo Poeta... se lui non va a cercare la tua poesia, fa' in modo che sia la tua poesia a essere trovata.
Grazie, nuvola! Ho capito tutto!
Cos gli scrissi una poesia su un foglio e la appesi sotto la pensilina del tram di fianco a casa sua. Scelsi una poesia lunga, l'avevo scritta in una notte senza pioggia, parlando con una stella meno luminosa del solito. Ero sull'altalena e vedendola in quello stato le avevo domandato cosa l'avesse resa cos triste.
Ciao, stella, come mai sei cos buia stasera?
Ciao, Piccolo Poeta. Stamattina mentre guardavo sulla vostra terra ho visto un bambino al parco chiamare sua madre per la prima volta, entrambi i genitori si sono messi a piangere dall'emozione e lui sembrava cos felice.
Perch non sei luminosa allora?
Stasera sono tornata a guardare quel parco, e quel bambino era diventato vecchio, solo e non era pi in grado di parlare.
Non devi essere triste per lui, cara stella, ha preso tanta vita... e la vita  speciale.
Ma quel bambino potr tornare come stamattina?
No...
Allora cos'ha di speciale questa vita?
La vita, cara stella,  speciale proprio perch  unica e irripetibile. Ogni momento che viviamo non si ripeter mai pi.  tutto un continuo cambiamento, ma un cambiamento che passa dentro di noi.
E come si prende la vita, Piccolo Poeta?
Tutta d'un fiato, a occhi aperti e senza un foglio illustrativo. A volte la vita va goduta, altre sopportata. Bisogna fermarsi per gustare al massimo un'emozione e andare avanti anche aspettando che un dolore passi.
Ma quanta ne va presa?
Tutta quella che riesci! Bisogna cercare di rimanere a bocca aperta pi volte che si pu e cambiare spesso punto di vista, ma senza confondere le proprie prospettive.
Quanto dura?
Sempre meno di quanto avresti voluto, quindi non va sprecata.
Sembra complicata questa vita.
S,  complicata, ma quando arrivi in cima il panorama  stupendo.
Michele si ferm a guardare il foglio sul muretto per pi tempo di quanto avevo scommesso.
Ho contato fino a tre minuti e dodici secondi... ma potevo continuare.
Qualcosa dentro di lui in quel momento aveva iniziato a scaldarsi, come quando sfreghi col pollice il grilletto dell'accendino e partono le scintille. Michele scintillava.
Quando succede, serve qualcosa per accendere subito la fiamma e non sprecare la magia della rinascita!
Mentre tornava a casa del fratello per prendere il cellulare, Valentina era sul balcone di camera sua, si era tolta la protesi del braccio sinistro per fare un po' di pilates mentre aspettava che le patate in forno prendessero il colore giusto e, come spesso capita a chi vuole fare troppe cose contemporaneamente, aveva dimenticato la protesi appoggiata sul davanzale del balcone.
Timer sul cellulare per la cottura delle patate, finestre aperte, pedana da palestra sul davanzale, musica dallo stereo e via! Bast un piccolo sbadato movimento di troppo per far cadere il suo braccio... tra le braccia di Michele.
In realt aveva schivato la sua testa per pochi centimetri ed era caduto a terra rompendosi nella giuntura tra braccio e polso... Per era pi romantica la metafora del cadere tra le braccia, no?
Comunque, quei due non si vedevano da un bel po' quando lei apr la porta e trov Michele con il suo braccio in una mano e la sua mano nell'altra.
Cavolo oggi fare la carbonara sar pi difficile del solito... disse.
Volevo darti una mano, ma poi si  rotta replic lui.
S, l'ho scordata sul bordo del balcone... per fortuna non ti ho centrato!
Per fortuna no..., poi Michele sent un odore di bruciato provenire da dentro l'appartamento. Hai messo qualcosa sul fuoco?
Ho le patate in forno, ho messo il timer sul telefono per... Le venne l'illuminazione. Cavolo, il timer!!!
Lascia, ti do una mano io!
Michele le consegn il braccio e con un balzo corse in cucina, un ambiente in cui si destreggiava abbastanza bene, per tirare fuori dal forno dei bellissimi cubetti di carbone fumanti...
Non ho capito, volevi fare la carbonara o mangiare carbone?
In realt, ora come ora, mi basterebbe mangiare...
Sul tavolo da cucina hai gli ingredienti per la carbonara: guanciale, uova, spaghetti... ma con le patate al forno che ci dovevi fare?
Volevo usarle come contorno!
Come contorno di un primo? Sei seria?
S, io volevo accostare le due cose..., si mise a ridere. Senti, avevo voglia sia di patate al forno che di carbonara...
Voi donne siete uniche...
Per la prima volta dopo un bel po' di giorni, Michele stava ridendo, una risata vera, non quei colpi di tosse che dava per reggere l'espressione di una maschera - no, questa volta stava proprio ridendo.
Ascolta, ti do una mano io, ok?  da un po' che non cucino, ma credo di ricordare come si fa...
Grazie mille, chef! Ma mi coster molto avere il cuoco personale?
No, per le signorine  gratis! A patto che non tenti nuovamente di uccidermi!
Vedr cosa posso fare...
La magia era iniziata... finalmente Michele stava seguendo il consiglio della poesia e stava guardando la vita nel suo panorama, lasciandola passare attraverso di lui.
Il pranzo fu pieno di sorrisi e simpatia. Erano due persone molto compatibili e forse in quel momento avevano anche bisogno di un po' d'amore. Non un amore impegnativo, un po' di amore leggero e spensierato... un amore dopo i pasti, diciamo. Un digestivo dai pesi della vita.
Passarono diversi giorni in cui il pranzo da Valentina divenne per Michele un appuntamento fisso. Lui cucinava, lei faceva un po' di pilates dall'altra parte della stanza, chiacchieravano e ascoltavano musica, fuori pioveva quasi sempre, ma dentro di loro c'era luce e negli occhi iniziava a vedersi l'arcobaleno.
Dopo qualche settimana, letta l'ultima poesia, Michele invit Valentina nel suo appartamento per una cena. L'appartamento era ancora spoglio, ma aprendo la porta avrebbe iniziato ad arredarlo con la cosa pi importante...
Benvenuta! le disse mostrandole il soggiorno con un sorriso.
 raro che tu abbia ospiti, vero?, era piuttosto sorpresa di trovarsi a vagare in una stanza praticamente vuota.
Se vogliamo essere precisi sei la prima.
Posso farti una domanda? chiese girandosi verso di lui.
Non sono sotto giuramento, quindi fai pure, al massimo non ti rispondo.
Come mai non l'hai ancora arredata?
Ho avuto un po' di problemi con... con..., di colpo un'emozione forte gli salt in gola, come un singhiozzo improvviso.
Ho avuto un po' di problemi con mio fratello... questa casa l'avevo presa per lui.
Mi dispiace.
S, gi, all'inizio volevo venderla, per questo  rimasta cos.
Come mai non l'hai venduta?
Qualcuno mi ha fatto riflettere e ho capito che non si prendono decisioni importanti nella vita quando devi riprenderti da una perdita.
Cos hai aspettato un po'...
Un bel po'... e ora ho capito che non  poi cos male disse sorridendo.
Se vuoi potrei darti una mano per una sistematina.
Magari! Io ad arredare sono peggio di te in cucina.
Allora meglio che non ti chieda nemmeno il parere!
Ridendo e cucinando, nelle settimane successive iniziarono ad arredare la casa. Finch Valentina non inizi a rimanere qualche notte e a lasciare un po' di cose sue sparse qua e l per l'appartamento... erano lei e le sue piccole cose l'arredamento che Michele preferiva per quella casa.
Una casa che finalmente non voleva pi cambiare casa.
Ecco cosa ha scritto Michele alla fine di tutta questa storia:
Caro Michele del futuro,
questa lettera  per te.
Inizio facendoti un piccolo resoconto
di cosa ho imparato arrivando fino a qui.
Per molto tempo nella vita ho avuto delle sicurezze,
me le portavo dentro una valigia enorme,
sul treno della vita, tutti i giorni...
finch non ho capito che mi stavo trascinando solamente
una valigia piena di sassi. Esatto, solo sassi.
C' chi le chiama certezze.
Ma io gi una volta le ho sopravvalutate
e non voglio commettere lo stesso errore due volte.
A volte le certezze sono idee, altre persone o situazioni...
Dicono che staranno sul treno con me per sempre, ma non possono saperlo.
A volte scendono alla fermata sbagliata
e non sempre possiamo rincorrerle.
Ormai non le inseguo pi, le certezze.
Prima o poi si deve leggere attentamente
il foglio illustrativo della vita.
Tu speri che arrivi in tempo qualcosa di buono, ma se c' una verit
 che... Nessuno restituir la vita a chi hai perso e nessuno potr capire
quanto valeva per te quello che non hai pi....
Caro Michele, non immagini quanto sia difficile scriverti,
fare i bilanci della propria vita non  semplice,
ma vanno fatti per compiere scelte migliori.
Cosa darei ora per un altro momento insieme ad Andrea...
ma il tempo purtroppo non si pu comprare.
Quindi godilo intensamente con le persone che ami.
E tieniti stretta sempre Valentina.
Quella ragazza ti ha ridato luce quando dentro avevi solo ombra.
Non te lo dico spesso ma ti voglio bene, s, lo so
che stai ridendo,
ma devo ricordartelo per tutte le volte in cui invece ti ho detestato,
tutte le volte in cui avrei voluto essere qualcun altro.
Mi raccomando, impara ad amarti sempre meglio,
senza esagerare con l'egoismo, ma senza nemmeno trascurare
il tuo amor proprio.
A sopravvivere non  l'anima pi forte,
n quella pi intelligente,
ma quella che pi reagisce in maniera positiva ai cambiamenti.
Ricordati di quel messaggio, tienilo con te nel cuore.
Spero tu abbia finalmente aperto un tuo ristorante,
o che comunque sia soddisfatto dei tuoi risultati,
di quello per cui hai tanto lottato.
L'importante in fondo  quello.
Non so dove tu sia ora, mi importa solo che tu sia sereno,
contento della quotidianit che ti sei creato.
Ora guardati indietro e pensa a quante cose sono successe
da quando ti avr scritto questa lettera.
Riguarda i traguardi che hai tagliato, le sofferenze che hai affrontato,
le persone che hai amato e chi ti  rimasto accanto.
Piccole o grandi che siano, sono tutte cose
che ti hanno portato dove sei ora.
Detto ci, ti auguro un futuro pieno di gioia e felicit,
che arrivi da sola o che tu te la vada a prendere...
perch s, caro me stesso, tu te la meriti.
Un abbraccio,
il te stesso del passato
Il post scriptum, anche per Michele, lo scrivo io, ma per dirvi che  stata la sua lettera al se stesso del futuro a far cadere dentro di me la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Dopo averla letta, mi ha ispirato a tal punto che mi sono deciso a scriverne una anche io.
E sul foglio, per la prima volta, mi mancavano le parole...
L ho capito che al me stesso del futuro avrei voluto dire solo una cosa: Spero con tutto il cuore che tu abbia trovato Anna.
Per questo ho deciso di scrivere il libro, e poi di partire.
Vi consiglio di provarci anche voi: sedetevi alla scrivania e scrivete alla persona che diventerete! Magari per darle forza, confessarle i vostri desideri, le paure o le speranze. davvero terapeutico. Komorebi!


Capitolo 4.
La partenza.

Ho contato fino adesso, ma non potevo pi continuare
Eccovi a voi le mie storie, che ora sono vostre.
Io ho contato fino a duemilioniesettecentotrentaseimila secondi da quando Anna se n' andata, ma non posso pi continuare.  ora che la vada a cercare, ma vi prego, se la vedete... se per caso trovate una finestra, una luce o una stella che brilla pi delle altre, siate gentili e ditemi che  tornata.
Vi lascio alla poesia.
Cosa sia realmente la poesia non lo so, ma so che, qualsiasi cosa sia, conosce le risposte alle domande che non hai ancora avuto il coraggio di farti.
Leggere una poesia non  facile, la devi indossare, farla tua, calzarla sulla tua vita, rifletterci dentro... ritrovare emozioni che avevi dimenticato, farti domande, ricordare momenti e uscirne con un nuovo punto di vista. Solo cos potrai dire di averla davvero fatta tua. Per questo il vero poeta  chi legge.
Poeta  chi riesce a collegare a quelle parole la propria anima.
Una volta letta, con quella poesia ci farai quello che vuoi!
Insomma, qualcosa ci devi fare... la invii a un'amica, la riscrivi sulla tua pelle, la usi per una lettera, per un messaggio, per un murales o un dipinto, la carichi su un social network taggando qualcuno, la scarabocchi su un post-it, trovi un nuovo sfondo per il tuo cellulare... io ho pensato che domani user il cellulare di Anna e inizier a caricare tutti i giorni una poesia su Instagram... magari le vedr.
Per favore fatelo anche voi! Cos spargeremo un po' di poesie per il mondo... se non in tutto almeno nel nostro. Le mie parole diventano vostre.


Capitolo 5.
Cento giorni di poesia.

1
Promemoria di vita
Nella vita rischia,
che i rimpianti sono peggio.

2
Mi prendo cura degli altri
perch so cosa si prova
quando nessuno si prende cura di te.

3
Prima di legarti al cuore di una persona
assicurati di essere gi incastrato a tutti i suoi dettagli,
persino quelli pi spigolosi:
amare anche i suoi difetti, baciare le sue crepe,
proteggere i suoi angoli bui.
Se manca l'incastro dei dettagli, manca l'amore,
legarsi senza amore  imprigionarsi,
e con il cuore in prigione, prima o poi si soffoca.

4
Oggi devono brillarti gli occhi
Meriti di essere libera e felice,
come se il profumo che indossi stamattina
fosse il coraggio che chi ti guarda
non ha mai avuto.

5
Se penso che ti manco, ci prendo?
C' una parola che ho letto in un libro: Iktsuarpok.
Nella lingua degli Inuit  la sensazione di quando si aspetta qualcuno
ma non si riesce a smettere di controllare se sta arrivando.
Questa lettera  per te.
Sai, nessuno sa che mi manchi,
e non perch non abbia mai detto a nessuno
che a volte ti penso ancora,
ma perch non lo faccio vedere.
Dicono che chi ti sembra non avere problemi
 probabilmente pi bravo di te a nasconderli.
E io sono diventata brava a nasconderti.
Nascondere la tua mancanza.
La lascio sotto il cuscino,
imprigionata tra qualche lacrima
scesa dagli occhi mentre ti pensavo.
Nessuno sa quanto mi manchi,
ma se mi chiamassi per dirmi che io manco a te
ti risponderei subito dicendoti: Finalmente, stavo aspettando.
Nessuno sa se ti manco,
ma ogni tanto vorrei che tu mi pensassi,
sentendo il mio nome tra la gente o riguardando un nostro ricordo
mentre fissi le nuvole da un finestrino.
Vorrei che ogni tanto cancellassi un messaggio poco prima di mandarmelo,
che mi paragonassi ai tuoi nuovi amori, alla tua nuova vita senza di me.
Vorrei che ogni tanto ti venisse a trovare la nostalgia,
vorrei ti parlasse di me.
Non mi  passata la tua mancanza,
mi sono solo abituata a convivere con lei.
Vorrei chiamarti ogni tanto,
non quando piango, piangere lo si pu fare anche da soli, ma per ridere.
E per ridere senza diventare pazzi, bisogna essere almeno in due.
Mi manchi anche se nessuno lo sa,
e mi manchi all'improvviso,
mentre guardo un film e ci trovo dentro la tua attrice preferita,
oppure quando metto la riproduzione casuale su Spotify
e parte la nostra canzone.
Sono le tre del mattino e niente,
mi manchi anche adesso, mentre scrivo questa lettera.
Mi manchi e mi faccio mille viaggi mentali
che domattina saranno svaniti e volati via ancora una volta.
Ripenso ai dettagli, a una parola che ci aveva fatto ridere,
a un profumo che amavi o a una mia amica che non riuscivi a sopportare.
Ripenso agli errori, a come vorrei poterli correggere, a come vorrei tornare indietro.
Vorrei avere te al posto della tua mancanza, qui, ora,
per chiacchierare tra i cuscini, con le labbra a un millimetro dalle tue.
Quando mi manchi, non so perch,
ma quella parola mi torna sempre in mente.
Mi manchi e non smetto di domandarmi
se per caso, anche io manco a te.

6
Una donna in rinascita
Le lacrime si sono asciugate
e hanno lasciato gli occhi lucidi, pieni di luce,
luminosi a tal punto da illuminare chi li guarda.
Ora sei di nuovo tu.

7
Quanto vale un amore?
Un amore pu valere tutto o niente, dipende da chi lo indossa.
Mille amori che ti corrono dietro non ne valgono uno che ti corre affianco.
Mille donne che vorresti non valgono quanto una che vuole te.
Mille sguardi addosso non valgono un uomo che ha occhi solo per te.
Mille mi piace non valgono un nessuno  come te.

8
Allontanarsi  una risposta
In quel momento finisce la pazienza e inizia l'indifferenza.
Non devi aver paura di allontanarti o chiudere i rapporti con certe persone.
Non  orgoglio, ma rispetto verso se stessi.

9
Solo quando sai quello che vuoi non ti fai bastare qualsiasi cosa
Devi imparare a scegliere con cura.
Fare una selezione rigida all'ingresso della tua vita.
Decidere di stare accanto a una persona
significa assumersi la responsabilit di renderla felice.
E in pochi possono fare questa magia con costanza.
Diffida dalle imitazioni, da chi parla troppo in prima persona,
da chi vede la donna come oggetto e gli oggetti come misura
per dare valore alle persone, da chi mette avanti le mani prima ancora di iniziare a dimostrare e da chi giudica chi non conosce,
da chi risponde prima di aver ascoltato la domanda.
Poi io eviterei anche quelli che non usano il deodorante
ma qui dipende dai gusti.
Non lasciarti convincere da chi ha sempre paura di decidere
e non accettare chi non  mai disposto a far decidere te.
Trova chi sa misurare la bilancia, equilibrare le cose,
chi sa fidarsi quando glielo chiedi e preoccuparsi quando ti vede stanca.
Trova qualcuno che ti metta prima di ogni altra distrazione,
ma senza che tu gli abbia chiesto attenzioni.
Trova qualcuno che ti sorprenda:
con una cena, un regalo inaspettato, un piccolo pensiero.
Qualcuno che al momento giusto sappia scriverti:
Scendi, sono sotto casa tua.
Trova qualcuno che ti abbracci all'improvviso,
che ti accarezzi quando ti ha accanto,
che ti massaggi per farti star bene dopo una giornata pesante.
Un uomo che ti aiuti nelle faccende domestiche
e non perch tu glielo debba chiedere.
Trovati qualcuno che ti guardi come se fossi
la cosa pi bella e preziosa del mondo.
Trova qualcuno che ti faccia almeno un complimento al giorno,
che ti faccia sentire bella in ogni momento.
Una persona orgogliosa di te, che ti rispetti e che ti faccia sentire al sicuro.
Non ti serve sapere cos' l'amore,
ma trovare qualcuno che sappia amare te.

10
Cosa vuoi da me?
Vorrei un tuo abbraccio
che possa restituirmi
tutti questi giorni
senza vederti.

11
Sei rara,
come la neve a Napoli.

12
I tuoi occhi parlano,
non consumarli per chi non li ascolta.

13
Una sera leggermente piovigginosa, mentre dondolava tra le stelle, il Piccolo Poeta vide una nuvola nel cielo, che piangeva tutta sola.
Piccolo Poeta: Ciao nuvola, perch stai piovendo?
Io volevo dondolarmi tra le stelle senza bagnarmi.
Nuvola: Scusami, non riesco a smettere, mi manca tanto il sole,
non mi piace stare qui tutta sola senza la sua luce.
Piccolo Poeta: Ma domani torner, devi solo aspettare....
Nuvola: Non so se riuscir a sopportare un altro secondo con questo buio.
Mi manca cos tanto che anche se mi manca da poco
la notte sembra metterci anni a far passare ogni singolo minuto.

14
Tu fai la differenza
Esserci quando  il momento,
non quando si ha un momento,  questa la differenza.
 proprio questa differenza
che tanto pu cambiare le cose:
la differenza tra chi sa starti vicino,
anche quando ti  lontano.
La differenza tra lo stare accanto e l'esserci.
A volte la presenza di una persona
che  di fianco a noi non la notiamo neanche,
altre volte invece riusciamo a sentire fortissimo
la presenza di qualcuno che per
non  con noi.
 la differenza tra chi,
anche dopo averti trovato, continua a cercarti
e chi invece vorrebbe solo essere rincorso.
Tra chi cerca di conquistarti ogni giorno,
anche dopo averti gi conquistato.
La differenza tra chi in amore ci d soluzioni
e chi invece solo problemi.
Tra chi ci d sicurezze, fiducia
e chi al contrario dubbi, paure.
La differenza che c' quando parli con lui
piuttosto che quando parli di lui.
Sta tutto l, in questa sottilissima ma profonda differenza.
La stessa che c' tra una cosa che ci piace e una che si ama:
se ti piace una margherita la strappi da terra e la prendi con te,
quando la ami, viceversa, la lasci dov'
ma inizi a innaffiarla tutti i giorni.
Quella differenza, per me, sei tu.
Tu che a differenza degli altri riesci a darmi tutto,
senza che io ti abbia chiesto nulla.

15
Vorrei perdermi dentro di te
Come fa la notte con l'alba per far passare il giorno,
come fa l'alcol con la mente per far passare le delusioni,
come fa una mappa con chi la legge per trovare una via
come fa l'amore con la vita per darle un senso.
Vorrei perdermi dentro di te e trovarci noi.

16
Dimenticare chi ci ha dimenticato.
Perch perdonare  importante,
ma non farsi prendere in giro molto di pi.

17
La cosa pi preziosa che puoi ricevere da chi ami
 il suo tempo,
non sono fiori, regali o parole, viene tutto dopo.
La cosa pi preziosa  il tempo,
non torna indietro e quello che ti ha donato  solo tuo,
sia stata un'ora o una vita.

18
Promemoria di vita
Scegli con cura le parole da non dire,
le persone non dimenticano facilmente una promessa.

19
C' sempre troppo rumore
E tu sei l'unico angolo di silenzio
in un mondo assordante.

20
Chi non vuole ascoltarti
non lo fa nemmeno se urli,
e chi vuole capirti,
ti capisce anche se non parli.

21
Accarezzami
Solo un vero amore sa prendersi cura di qualcuno.
Prendersi cura, curare, la cura:
deriva dal latino quia cor urat,
che tradotto significa perch scalda il cuore.
Prendersi cura di qualcuno effettivamente
consiste proprio in questo,
scaldare il suo cuore.
Preoccuparsi di tutti i piccoli pezzi
che compongono l'anima di una persona.
Preoccuparsi di tenerli insieme
con piccoli gesti e grande amore.
Accarezzare qualcuno, per esempio,
 uno dei gesti pi semplici che possiamo rivolgere,
ma, per quanto semplice, il suo significato pu essere estremamente profondo.
Una profondit tale da conservare quel piccolo gesto sotto la pelle, dentro i nostri ricordi.
Ci sono carezze che non si dimenticano facilmente,
carezze che ti spogliano del passato e lo lasciano cadere sul pavimento,
lontano dalla tua mente.
Ci sono carezze che ti sfiorano i pensieri,
carezze che ti entrano sotto la pelle...
Accarezzami,
prendimi tra le tue braccia, avvolgi il mio viso con le tue mani,
e accarezzami le paure, falle diventare tranquillit.
Accarezzami almeno una volta quando mi vedi,
accarezzami quando mi saluti
e, se ti allontani per un po', fallo solo per prendere la rincorsa
e abbracciarmi pi forte!
Carezze come medicine.
Accarezzami la schiena,
sapr tremare di meraviglia.
Accarezzami i capelli, i fianchi,
fammi venire la pelle d'oca. Ho bisogno delle tue carezze.
Accarezzami senza chiedere nulla in cambio che tanto io far lo stesso con te.
Ti sfiorer prima di addormentarmi,
accarezzandoti con le mani e con gli occhi.
Ti sfiorer il corpo come se toccassi la tua anima.
Con ogni carezza scriver nuove poesie sulla tua pelle,
ti chieder di indovinarle, leggerle
e di baciarmi con quelle parole tra le labbra.
Accarezzami le guance, sussurrami che tutto passa,
in quei momenti, proprio in quei momenti,
baster una carezza per far sparire i lividi della vita.

22
Sta tutto in questo piccolo ma essenziale dettaglio:
la differenza tra qualcuno
a cui racconti cos'hai fatto
e qualcuno a cui racconti come stai.

23
Si dice che tempo fa il Sole e la Luna si fossero innamorati,
ma quando si accorsero di appartenere a due mondi completamente diversi
decisero di non vedersi pi.
E lei corse a nascondersi dietro la terra.
Si dice che lui, a forza di guardarsi intorno per cercarla, divent matto,
e che lei a forza di nascondersi non l'abbia pi visto,
ma continui comunque a sognarlo tutte le notti.
Dentro di loro continua a vivere un ricordo indelebile,
un ricordo che nemmeno la loro pazzia potr cancellare.
Nessuno dei due si dimenticher mai dell'altro,
e si sono promessi che un giorno si rincontreranno.
Per questo si inseguono continuamente senza mai arrendersi.

24
Se in questo momento ti avessi di fronte,
griderei dentro le tue orecchie
tutto quello che ho passato per colpa tua
e, puoi starne certo,
scoppieresti in lacrime anche tu.

25
Pensami
Vorrei chiederti:
A cosa stai pensando?.
Se me lo chiedessi tu,
ora risponderei che stavo pensando
a quanto non mi dispiacerebbe affatto l'idea che tu ogni tanto mi pensassi.
Pensavo che probabilmente mi piacerebbe.
S, dovresti pensarmi qua e l,
tra la vita, una lezione e un film su Netflix.
S, dovresti pensarmi spesso,
e ogni tanto, quando mi pensi, potresti dirmelo.
Come va? Ti stavo pensando.
Insomma, quando ti passo per la testa, potresti inviami un messaggio.
Oppure se ti capitasse di vedermi,
tra la folla di una piazza o dentro una profumeria,
pensavo che dovresti correre da me.
Non so perch dovresti farlo, quello te lo devi inventare tu.
Chess, magari per la mia risata timida,
per come divento rossa quando mi imbarazzo,
per come mi trema la voce quando mi sussurri amore all'orecchio,
per quanto non riesci a resistermi o per come mi scaldo se mi guardi troppo.
S, pensami spesso.
Dedicami una canzone che senti alla radio,
raccontami cose che vorresti fare con me,
mandami la foto di un panorama
che sai mi farebbe impazzire
quando ci sei di fronte
o di qualcosa che sai farebbe al caso mio
se ti vengo in mente davanti alla vetrina di un negozio.
E caso mai, un giorno, dovessi pensarmi troppo,
non me lo dire: in quel caso vieni a prendermi!
Avr gi spento tutto. Usciamo o ci mettiamo a letto,
entrambe le cose sono pi belle se le facciamo insieme.
Pensami e sorridi.
Voglio essere il pensiero
che ti fa sorridere in mezzo alla strada senza motivo.
E pensami in tanti modi, pensami come fossi un bel rumore di sottofondo,
pensami come fossi una pizza dopo un mese di dieta,
pensami come se fossi l'ultimo tentativo di un pin,
o una nuova puntata che non hai ancora visto della tua serie preferita.
Non ti chiedo molto, vorrei solo che mi pensassi.
S, vorrei che, se ti capitasse di sentire il mio nome, tu mi pensassi,
a prescindere da chi l'abbia pronunciato o verso chi fosse rivolto.
Pensami, ogni tanto, anche se non vuoi o avresti altre mille cose da fare.
Pensami, cerca la mia assenza e, quando la trovi, abbracciami anche da lontano,
il pensiero avvicina ci che la distanza separa.
Pensami e promettimi che in quel modo
penserai solo me.
Pensami quando ti senti perso
e prova a ritrovarti dentro un mio pensiero,
ti verr a cercare e non me ne andr fino a che non ci troveremo.
Pensami, non aver paura, lascia perdere i dubbi e i timori.
La vita va veloce e ci scivola fra le mani,
buttati prima che sia troppo tardi.
Magari scopri che invece di cadere hai iniziato a volare.
Stanotte pensami,
probabilmente io ti stavo gi pensando.

26
Certe persone non sono strane, sono vere.
A differenza di molti altri.

27
Il problema  che gli altri non sono te.

28
Ricorda:
non ha senso chiudere una porta
se poi ci rimani dietro
ad aspettare che
chi hai fatto uscire la riapra.

29
Legge di vita
Chi  stato tradito
impara a capire se qualcuno gli mente.
Chi  stato ingannato
impara a non fidarsi troppo della gente.

30
A ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria
Non sono triste perch mi hai mentito,
sono triste perch d'ora in poi non potr pi fidarmi di te.

31
La fisica dell'amore
L'amore che puoi provare verso gli altri  direttamente proporzionale
all'amore che riesci a provare per te stesso.

32
Prenditi le responsabilit dei ti amo che dici.

33
Stare bene da soli
Tempo fa credevo che la cosa peggiore
che mi potesse capitare ai sentimenti fosse quella di rimanere da solo.
Ma mi sbagliavo, la cosa peggiore
 trovarsi con persone che ti fanno sentire solo.
 triste chi ruba la tua solitudine senza farti compagnia.
C' chi lo comprende prima, chi arriva in ritardo,
ma prima o poi tutti impariamo a nostre spese la sottile e fondamentale differenza
tra lo stare da soli e il sentirsi soli.
Stare da soli a volte  la scelta migliore,
o altre volte non  nemmeno una scelta.
Il punto  che stare da soli ogni tanto non solo fa bene,
ma ci aiuta anche a capire molte cose, a comprendere noi stessi, a riflettere.
Tutti sperimentiamo il piacere e il dispiacere della solitudine,
ma se ti sembra un mostro, se ti sembra logorante, scava nel tuo passato:
la paura da affrontare pu nascondersi sotto le tue radici!
Prendiamo la Felicit:
non esiste nessuno pi felice di chi sa stare bene da solo,
perch ha imparato a convivere con la cosa che fa pi paura al mondo,
e non sar mai disposto a barattare la sua serena solitudine
con rapporti di circostanza, superficiali o tossici...
n con persone che cercano compagnia solo per colmare un vuoto.
Prendiamo le difficolt:
nessuno sar pi forte di chi  in grado di cavarsela da solo.
Ricorda che davanti ai momenti duri, quando sar buio,
anche la tua ombra ti lascer solo.
Prendiamo l'Amore:
per quanto possa sembrare una contraddizione,
la capacit di stare soli  la condizione pi importante
per poter amare qualcun altro.
Inoltre, pi una persona sta bene da sola, pi avr valore
la persona con cui decider di condividersi.
Se ti dicono: Perch una come te sta da sola? Potresti avere chiunque!,
senza saperlo hanno fatto centro, tu rispondi che non sei fatta per stare con chiunque.
Non ti accontentare, lascia che siano le altre ad accontentarsi
del primo che passa, di illusioni regalate dai primi venditori di fumo,
lascia che siano le altre ad accettare le attenzioni di chiunque solo per non stare sole.
Non accontentarti mai di meno di quel che meriti,
e soprattutto non accontentarti mai di un amore mediocre,
perch non sar mai vero amore.
Tu non sei fatta per stare con chiunque.

34
Una persona pu cambiare davvero
solo per due motivi:
o ha aperto gli occhi
oppure qualcuno
le ha aperto il cuore.

35
Prendersi per mano
Tutti, almeno una volta nella vita,
proviamo una sensazione di pura felicit
stringendo la mano di qualcuno
verso cui proviamo un forte sentimento.
Se quel sentimento non vi fosse stato,
o non in modo cos forte,
la stretta di mano sarebbe stata diversa poich
ogni stretta ha un differente significato.
Per esempio, tenersi con le dita intrecciate
simboleggia una forte passione.
Al contrario tenersi palmo contro palmo
significa che l'unione  solida ma pi legata dall'affetto.
Ed  il partner che di solito pone il palmo
verso il basso ad avere una personalit pi forte.
Tenersi le mani con un solo dito,
che sia un indice o un mignolo,
pu significare che entrambi i partner
attribuiscono molta importanza all'indipendenza
ma pu anche voler dire che la coppia
sta attraversando un momento delicato.
Tenere a s tutto il braccio dell'altro con due mani
potrebbe nascondere una forte tendenza alla gelosia,
mentre tenersi per le dita tirando la mano spesso
indica che la coppia va in direzioni diverse.
Il modo in cui due persone si tengono per mano
rivela molto del loro rapporto.
C' chi crede nelle promesse, io credo nel tenersi per mano.
Per questo mi dico spesso:
Non farti accarezzare
le mani da chi non  in grado di stringertele.
Per questo non accetto consigli dagli sconosciuti,
n promesse dai venditori di fumo.
Svanirebbero pi in fretta di una sigaretta accesa controvento.
C' chi crede nella paura, io credo nelle volte in cui
basta stringersi la mano per far diventare il mondo un bel posto.
Mano nella mano, e se uno dei due ha paura,
stringere la sua mano pi forte. Lottando per lei.
E lottare non solo per conquistarla, una persona,
ma anche per non lasciarla andare via,
anche per curarla, festeggiarla e crescere con lei.
Spogliarla dei vestiti e della paura.
Perdersi nel sesso con le dita intrecciate
e ritrovarsi nel dormire insieme mano nella mano.
Fidarsi di qualcuno  quando io ti allungo una mano e tu la stringi.
Abbandonarsi a qualcuno  quando tu mi prendi la mano
e non stringi perch sai che stringer io.
E se a me ci tieni, tienimi.
Tienimi per mano nei giorni in cui sar confusa
quando vorr scappare, andare via da tutto...
e non perch tu possa riportarmi sulla strada verso casa
o convincermi a tornare, ma perch cos potrai tenermi
tra le cose che non lascerai mai.
Tienimi per mano e non dire nulla,
baster questo per farmi sentire tutto.

36
Le stelle cadenti sono l'esempio di come
possiamo essere nei desideri di qualcuno,
anche mentre si precipita.

37
Non c' due
senza te,
e me.

38
Voglio fare l'amore con te
In un minuto di sesso si bruciano 4 virgola qualcosa calorie
contro le circa 9 calorie bruciate in un minuto di corsa.
Facendo l'amore per un'ora quindi si arriverebbe a bruciare pi di 250 calorie,
pari a trenta minuti di jogging. Insomma... salutare, no?
 scientificamente provato
che fare l'amore aiuta a stare meglio,
e significa che, per stare meglio,
il mio corpo ha bisogno di te.
Quindi perch non stare meglio subito?
Facciamo cos:
o ti vesti e vieni da me
oppure non ti vesti e vengo io!
E non solo sesso,
voglio fare l'amore con te...
con i baci lenti sulla bocca e sul collo,
con le gambe aggrovigliate,
le carezze sulla schiena e i morsi sulle labbra.
Mescolando i nostri profumi,
cantando le nostre sensazioni
e suonando i nostri corpi,
come se l'amore fosse musica
e noi una bellissima canzone.
Voglio fare con te quello che la luna sa fare al mare.
Voglio farlo con gli occhi,
e mangiare il tuo corpo davanti a me.
Voglio farlo con la mente,
e perdermi in ogni discorso fatto o ancora da fare.
Voglio farlo con i palmi delle tue mani,
con le tue caviglie e con ogni millimetro della tua schiena.
Voglio fare l'amore con te. Scoprire ogni modo in cui  possibile farlo.
Voglio farlo per festeggiare, per viaggiarti dentro,
per fare pace... spesso mentre litighiamo penso gi
a quale posizione useremo per fare pace.
Voglio fare l'amore fino ai brividi, perch  una passione che ti travolge,
l'amore  un'ossessione,
 trovare qualcuno senza cui non vivi.
C' molto spazio nel mio letto,
e l'ho lasciato apposta per dirti
tutto quello che non ti ho ancora detto.
Pi che il messaggio della buonanotte,
preferirei fare l'amore della buonanotte!
Non c' cosa pi bella che fare l'amore per addormentarsi.
Voglio fare l'amore con te.

39
Ricorda:
ci che trascuri
diventa di qualcun altro.

40
Prenditi le responsabilit dei mi manchi che scrivi
(a qualsiasi ora del giorno o della notte).

41
Troverai la felicit
quando smetterai di chiedere agli altri
di renderti felice.

42
In latino hic et nunc significa letteralmente qui e ora,
precisamente dove e quando vorrei fare l'amore con te per la prima volta.
Ho voglia del tuo amore, delle tue carezze sul mio corpo
e di un cuore che batte cos forte che la testa non riesce pi a pensare.
Voglio te, hic et nunc.

43
Allontana le persone negative
Fai un bel respiro, uno lungo e ascoltami.
Da oggi devi amarti un po' di pi.
Nella vita per stare bene devi circondarti di persone positive,
persone che hanno voglia di ridere, non che hanno sempre da ridire.
Quelle che se cadono si rialzano senza lamentarsi.
E sanno trovare luce anche nei momenti bui.
Stai attento a chi invece ti toglie energia,
le persone negative ci danneggiano da dentro.
Quindi, per quanto a volte drastico,
allontanare qualcuno  un concetto chiave.
S, per quanto possa essere difficile,
devi trovare la forza di andartene:
pi aspetterai pi il legame diventer distruttivo.
Quando qualcuno vicino a te non ti sostiene,
se cerca in tutti i modi di metterti dei limiti, di scoraggiarti,
non sta aggiungendo valore al tuo tempo,
sta solo frenando la tua corsa verso la tua felicit o il tuo successo.
Probabilmente  solo una persona invidiosa
che non vuole vederti cambiare, migliorare.
Allontanala dalla tua vita e non permetterle pi di spegnerti la luce.
Se qualcuno che ti circonda ha sempre voglia di litigare,
cerca continuamente un pretesto per metterti in discussione
o avere l'ultima parola senza mai voler comprendere,
sta giocando a perderti e, se qualcuno gioca a perderti, lascialo vincere.
Con chi ti trascura ripetutamente,
quando non c' complicit, voglia di darsi importanza,
non ha senso far finta che tutto vada bene.
Molto probabilmente quella persona ti sta usando solo per sentirsi meno sola,
ma in realt di te non gliene frega niente. Allontanati.
Se qualcuno ti mente continuamente, be', qui non puoi farci nulla.
Perdi la fiducia. Quando una persona ci mente pi volte,
pu chiedere scusa, ma non possiamo pi andare avanti perch manca la fiducia.
E se in un rapporto di amicizia o amore manca la fiducia, non c' rapporto.
Perdonare significa non portare rancore, ma la fiducia, mi dispiace, te la sei giocata.
Se qualcuno si approfitta di te, ne abusa,
o ancor peggio  violento, scappa!  una persona malvagia!
In molti dovrebbero curarsi la cattiveria, ma siamo sette miliardi
e una persona migliore la trovi di sicuro!
Ora fai un bel respiro. Allontanati dalle persone tossiche,
e concentrati su quelle che ti fanno stare bene.
Ricorda: essere accanto  un posto per pochi.

44
Dondolandomi ascoltai due stelle parlare
Stella gialla: Come ti senti?.
Stella nuvolosa: Non mi sento.
Stella gialla: Ma come fai a non sentirti? Qualcosa devi pur sentire dentro di te!.
Stella nuvolosa: Dentro sento un grande vuoto. Un vuoto molto pesante....
Stella gialla: Come fa un vuoto a essere pesante?.
Stella nuvolosa: Un vuoto pu essere anche pesantissimo!
 come uno spazio enorme che hai dentro e provi a riempire con qualsiasi cosa, ma senza riuscirci.
Un vuoto che pesa come una montagna, nello stomaco.

45
Nessuno dei due  felice,
ma nessuno dei due ha il coraggio di lasciare andare l'altro,
cos andiamo avanti,
per farci male a vicenda e dire che  amore,
anche se amore  tutt'altra cosa.

46
Non c' rumore pi fastidioso di un pensiero fisso
che non se ne va.

47
Baciami
Il bacio consiste nel contatto tra le labbra
di una persona e quelle di un'altra.
Durante questo contatto
le labbra della persona baciante
possono o meno aspirare leggermente dell'aria,
creando il tipico rumore degli schiocchi,
chiamati anche i rintocchi dell'amore...
Esiste addirittura una scienza
che studia il bacio nei suoi vari aspetti. Si chiama filematologia.
Secondo alcuni scienziati che ne hanno studiato la funzione,
con il bacio si rilasciano dopamina ed endorfine
che abbassano la sensibilit al dolore,
e il contatto delle labbra stimola l'ossitocina, che diminuisce lo stress.
Secondo altri ricercatori invece,
attraverso il bacio ci si scambia anticorpi,
rafforzandosi reciprocamente le difese immunitarie.
In altre parole il bacio  una sorta di medicina naturale.
C'era una volta e per fortuna non muore
l'idea che il bacio sia gi una promessa d'amore.
Ma, al di l della medicina, cosa pu esserci dentro un bacio?
A volte un segreto detto sulle labbra, la voglia di bruciare una passione,
altre volte un sentimento sussurrato sulla bocca di qualcuno che ami.
Tutti abbiamo una persona da cui un bacio lo riceveremmo volentieri
in qualsiasi momento del giorno e della notte.
E voler baciare qualcuno  gi un sentimento...
Dicono che se quando baci una persona
ci immagini una vita insieme,
allora quella persona  quella giusta.
Quella persona per me, sei tu.
Sarut, baciami.
Baciami e ti spiego tutto senza parlare.
Baciami per strada, senza motivo, solo perch ti va.
Baciami tra le lenzuola,
lasciami in bocca il sapore delle tue labbra prima di addormentarti.
Baciami e in un bacio dimmi quello che provi per me, io far lo stesso.
Ti dir che penso a te ventitr ore al giorno
e nell'ora rimanente penso a quanto  bello baciarti.
Ti bacer ovunque, dalle labbra alla bocca, dal collo alle mani,
dalle gambe all'inguine. Ti bacer ovunque.
Ti bacer sulle ferite dove un tempo sentivi male,
baci lenti, e smetterai di sentire il dolore. Sentirai un brivido di felicit.
Ti bacer sul collo, perch l  l'arteria principale che va dritta al cuore.
E, baciandoti il collo, ti star baciando il cuore.
Dedicato a tutte le persone che almeno una volta nella vita
sono arrivate in ritardo per darsi un bacio in pi.
Da, acum taci si saruta-ma.
S, ora stai zitto e baciami.

48
Amo il messaggio del buongiorno.
Amo quando qualcuno apre gli occhi
e la prima cosa che vede sono io,
anche se sono solo un pensiero.
Amo quando qualcuno
di importante per me
mi pensa
e non ha paura di dirmelo.

49
Il Piccolo Poeta parla con la Luna
Piccolo Poeta: Come mai stai guardando quei ragazzi da tutta la notte?.
Luna: Perch sono curiosi gli adolescenti!.
Piccolo Poeta: Perch li trovi curiosi?.
Luna: Perch c' della magia negli adolescenti:
sono pi ingenui e fragili dei bambini,
eppure, a volte, sanno essere pi decisi e tenaci degli adulti.

50
Ho un pensiero per la testa,
mi dice che ti vuole
ma non voglio dargli retta.

51
La sofferenza  una montagna
e la vita una scalata,
s, ma quando arrivi in cima
il panorama  una figata.

52
Una stella voleva andare in un ristorante,
ma dopo aver fatto prenotare un tavolo dal Piccolo Poeta, cambi idea...
Stella: Non voglio pi andare a cena....
Piccolo Poeta: Perch hai cambiato idea?.
Stella: Perch ho spiato dentro il ristorante.
Piccolo Poeta: E cos'hai visto che non ti piace?.
Stella: Ho provato a guardare in un ristorante, poi in un altro.
Prova a guardare in un ristorante qualunque, guarda le coppie...
Sono tutte al telefono. Dove sono finiti gli sguardi intensi?
Dove le cose non dette? E il piedino sotto il tavolo?
Dove sono finite le risate e i bicchieri di troppo...?
Ora sembra che le persone amino di pi quello
che trovano dentro i loro telefoni che quello che potrebbero vedere fuori.
Addirittura in alcune coppie sembra quasi che entrambi
vorrebbero essere altrove quando stanno insieme. Non capisco perch....
Piccolo Poeta: Ma cara stella,  facile:
non tutti quelli che stanno insieme si amano!.

53
Se non combatti per quello che vuoi,
non lamentarti per quello che perdi.

54
Non ho paura di volare,
ho paura di cadere e non trovare nessuno a prendermi.

55
Quando il cielo piove,
io andr a piangere sotto di lui,
cos le lacrime nel vento sembreranno pioggia
e che mi manchi non si vede
perch ci sar la nebbia.

56
Non farti accarezzare le mani
da chi non  in grado di stringerle.

57
Piccolo Poeta: Come stai?.
Luna: Sto. N bene n male. Solo sto.
Gli uomini non mi guardano pi come una volta.
Guardano per terra attratti da quei piccoli cellulari luminosi.
I loro sorrisi sono sempre pi finti e la loro felicit dura meno della vita di una farfalla.
Da qui non posso nemmeno guardare le stelle perch sono tutte dietro di me. Mi sento sola.
Piccolo Poeta: Allora ti tiro gi e ti porto sulla terra.
Cos potrai stare con me e insieme da qui guarderemo le stelle.

58
Una notte, mentre un Piccolo Poeta si era addormentato sulla scrivania con la finestra aperta, una giovane ragazza che passava sotto lo svegli col suo pianto.
Piccolo Poeta: Perch piangi giovane ragazza?.
Ragazza: Sono tanto triste.
Piccolo Poeta: Corri subito a spazzolarti i capelli!.
Ragazza: Perch mai?.
Piccolo Poeta: Una volta una vecchia indiana Navajo mi spieg che i capelli,
siccome sono la parte del corpo pi vicina ai pensieri,
quando si  tristi vanno spazzolati con almeno 99 colpi di spazzola.
Cos il dolore rimarr incastrato nella spazzola.
Poi dovrai intrecciarli, di modo che quel poco che rimarr sulle punte
non potr raggiungere il resto del corpo.
Ragazza: Grazie, Piccolo Poeta!.
Piccolo Poeta: Mi raccomando, devi stare attenta alla tristezza!
Non farla pi entrare nei tuoi occhi altrimenti continuerai a piangere
e non bere per nessun motivo al mondo le tue lacrime!
Saranno piene di tristezza,
e la tristezza quando entra in bocca ti fa dire tante cose non vere!.

59
Ricorda:
i sacrifici saranno la causa dei pi bei sorrisi.
E niente potr fermare un cuore
che torna a sorridere.

60
Non ti amo pi
Ho perso me stessa in un modo che non mi piace pi,
ho lasciato che le tue priorit
mi confondessero,
che rubassero il posto alle mie.
Ho lasciato che la mia ingenuit mi oscurasse la vita,
e che la tristezza a poco a poco
mangiasse le mie idee, le mie passioni, la mia libert...
Mi ero dimenticata che, prima di chiunque altro,
la mia anima gemella sono io.
Non solo ho regalato un grande potere sulla mia vita
a chi non era in grado di gestirlo,
ma la cosa peggiore  che l'ho regalato a qualcuno che non fosse me,
e non era giusto, poich la mia vita non deve appartenere a nessuno.
Non solo ho creduto a promesse
che lasciavano le mie aspettative nelle mani degli altri,
ma la cosa peggiore  che queste promesse non erano il meglio per me,
erano quello che gli altri pensavano fosse meglio per me.
Nella lista delle cose che avrei voluto mi insegnassero a scuola,
al primo posto ho messo che l'amore pu fare male.
S, avrei voluto che qualcuno me lo avesse spiegato,
e non perch l'amore sia malvagio, perfido, stronzo, o cose del genere,
ma perch a volte non riusciamo a capire subito
che qualcosa che ci fa stare bene non per forza  amore.
A volte  semplicemente simpatia, gentilezza, bellezza, fascino.
Tutte cose che ci possono attrarre, far perdere la testa,
ma l'amore  un'altra cosa.
E io mi sono innamorata di te,
poi mi ci sono affezionata, a te, e infine mi sono abituata a te.
Credevo fosse amore, ma eri solo un pretesto, come io lo ero per te.
Eravamo un modo per condividere i pensieri e riempire i vuoti.
Ma, anche se non lo vuoi ammettere, l'amore  un'altra cosa.
L'amore non  possedersi a ogni costo.
Non  imprigionare la propria libert
per alleviare le paure, o ancor peggio la rabbia altrui.
Amore non  URLARE sott'acqua.
Non  passare la notte ad aspettare col telefono in mano
sperando in una chiamata che non arriva mai.
Non  avere gli occhi lucidi e chiederti il permesso.
Non  bermi le tue bugie e ingoiare le tue scuse
solo perch tu possa avere la meglio,
che poi meglio su cosa?
Non  fare finta di non vedere qualcosa di importante.
Non  mollare tutto in cambio di niente.
Probabilmente nessuno di noi due ha capito cosa sia veramente l'amore,
ma quello che so  che, rispetto a ci che abbiamo, l'amore  un'altra cosa.
Forse  proprio cos che si impara a capire l'amore, a forza di sbagliare,
a forza di comprendere ci che non .
E se non soffriamo quanto serve per lasciarci oggi,
ci dispereremo molto di pi per strapparci un domani.
No, non ti amo pi,
cos come tu non mi hai mai amata davvero.
Non ti amo pi perch il tuo amarti ancora non sarebbe amore.
Come si potrebbe amare qualcosa che ci fa soffrire?
Non sarebbe giusto.
Dividiamoci le colpe: colpa mia e colpa tua.
Nessuno dei due ha capito prima che non era amore.
Ho creduto a tante, troppe, cose sbagliate.
Ora ho paura di credere a qualsiasi cosa...
Le promesse di chi non ti ama davvero
sono, e saranno sempre, impronte sulla sabbia che un'onda,
da un momento all'altro, canceller per sempre.
Niente di pi.
Per questo, adesso,
ho scelto di credere solo a me.
Per questo le uniche promesse di cui prover a fidarmi
saranno quelle che far a me stessa.
La prossima volta che mi prometterai qualcosa, non ti ascolter.
E non perch ti detesto o perch ti serber rancore,
ma semplicemente perch per me le tue promesse non significheranno pi nulla.
Come un'impronta sulla sabbia.
Quindi non perdere tempo per favore.
E, se riesci, non rendere tutto pi difficile di quanto gi non lo sia.

61
Ricorda:
la miglior difesa (a volte)
 proprio il distacco.

62
Non fidarti di chiunque
La seconda legge della termodinamica spiega perch
se butti gi da un tavolo una bottiglia di vetro va in mille pezzi,
ma se invece lanci i pezzi sul tavolo non si forma una bottiglia.
Esattamente lo stesso vale per la fiducia.
Io, questa fiducia, la vedo un po' come un superpotere
da concedere a qualcuno a tempo indeterminato,
ma a patto che riesca continuamente
a salvare la sicurezza,
la fedelt
e il rispetto,
tre cose senza le quali la fiducia viene spezzata
e il superpotere revocato immediatamente!
Gli esseri umani hanno il grandissimo difetto di credere troppo spesso
a quello che sentono, senza confrontarlo alla realt.
Ci apriamo agli altri con troppa facilit,
pur sapendo che far male ricucirsi
dopo che ci sar stato strappato via il cuore.
Per questo le persone pi deboli si lasciano
convincere da argomenti appassionanti,
anche quando pieni di cattive idee.
Per questo chi non riceve risposte giuste
il pi delle volte  perch ha fatto le domande sbagliate.
Per questo le promesse di chi non conosci
pi sono belle e pi si riveleranno balle.
Ricordati che non si vive per accontentare gli altri,
e le scelte devono essere tue,
soprattutto quando sar il tuo nome
a pagarne le conseguenze.
Perci non fidarti di chiunque,
non credere pi alle parole
che ti hanno gi deluso una volta,
non riaprire la porta della tua vita
a chi ti ha fatto stare talmente male
da non lasciarti nemmeno la forza per incazzarti.
Non dare altre occasioni a chi ti ha tradito,
sarebbe come regalare un'altra pallottola
a una pistola che ti ha gi sparato.
Basati sui gesti, anche quelli pi piccoli,
basati sulle dimostrazioni, su chi mantiene le parole che dice,
fidati di te, che vali pi di quanto pensi e spesso basta.

63
Fil rouge
Fil rouge in francese significa letteralmente filo rosso,
pi spesso viene inteso con il significato di filo conduttore.
Una leggenda cinese racconta che tutti nasciamo con un filo rosso
legato al mignolo della mano sinistra, e questo filo
ci lega alla persona a cui si  destinati:
la nostra met, la nostra anima gemella.
 chiamato il filo rosso del destino.
A entrambi i capi vi sono due anime che, prima o poi,
sono destinate a incontrarsi e unirsi.
Non importa il tempo che dovr passare,
gli eventi della vita o lo spazio che le separa,
perch il filo che le unisce non si romper mai
e nessuna circostanza potr impedire alle due met di incontrarsi e alla fine unirsi.
La loro unione  inevitabilmente legata al loro destino,
che sia un pericolo o una salvezza.
F-I-L R-O-U-G-E
Questo filo non si potr mai spezzare per nessuna ragione,
neppure se i corpi saranno distanti o se le menti
cercheranno di evitare ogni tipo di pensiero, contatto, emozione...
Il legame resiste alla volont e, dentro di loro,
continueranno a provare una sensazione
di I N E V I T A B I L E complicit.
Questo significa che certe persone,
pur non cercandosi, non potranno mai perdersi.
E, anche se non sono pi in contatto, si continueranno a influenzare,
come fossero due pianeti, che ruotano nella stessa orbita.
Questo significa che mi troverai, mi troverai sempre.
non importa dove sar o cosa star facendo in quel momento,
non importa se arriver in ritardo o se dovr aspettarti per anni,
io per te ci sar.
Questo significa che potrai conoscere decine, centinaia,
migliaia di persone senza che nessuna ti colpisca veramente,
poi ne incontri una e la tua vita cambia. Perch, ti chiederai?
Perch quella persona era all'altro capo del tuo filo rosso.
Ognuno va per la sua strada, alla velocit che pu, che vuole...
poi per le strade possono anche incrociarsi.
Questo significa che prima o poi mi chiederanno di te,
significa che prima o poi ti chiederanno di me,
ed entrambi daremo un sorriso come risposta.
A volte sar un sorriso di gioia, altre volte un sorriso malinconico,
ma pronunciare il nostro nome ci far sempre sentire un colpo al cuore.
A volte amare qualcuno basta perch le cose funzionino,
altre volte per amare qualcuno si distruggono equilibri.
A volte amare aggiusta, altre volte con l'amore le cose vanno a pezzi.
Ma tra queste montagne russe di alti e bassi,
il nostro filo rosso non si romper mai.
Percorrerei a nuoto l'oceano per metterti in salvo.
Capiter che mi cercherai col pensiero
e penserai a me cos forte, cos intensamente,
da far tremare il filo, e in quel momento ci ritroveremo,
come fossimo su due rive opposte dello stesso fiume,
e quando il ponte del destino avr terminato i lavori,
uno dei due lo attraverser, mentre l'altro lo star aspettando
con le braccia aperte e gli occhi pieni di luce.
In fondo il filo rosso  questo...
il destino  questo: due persone che si trovano senza mai essersi cercate.

64
Chi ti ama ti telefona anche solo per sentire la tua voce.
Chi ti ama cerca di comprenderti anche quando non ti comprendi nemmeno tu
e ti aiuta anche quando non vuoi essere aiutata da nessuno.

65
Ricorda:
l'Amico vero non  chi aspetta
che tu finisca di piangere dall'altro lato della stanza,
ma chi corre a sedersi accanto a te
e ti asciuga le lacrime.

66
Ricorda:
nella vita, come a nascondino,
chi si nasconde non conta.

67
Decidi(amo)
Non puoi lasciarmi e anche tenermi con te,
non posso vivere in due modi diversi la stessa relazione.
Deciditi, o mi ami ancora, o non mi ami pi.

68
Le promesse di chi non ti ama davvero
sono e saranno sempre impronte sulla sabbia
che un'onda canceller per sempre,
niente pi.

69
Mettici una pietra sopra
Se chiudi una porta assicurati di non lasciare nessuno
che continui a sbirciare dal buco della serratura,
nemmeno tu.
L'illusione peggiore che possiamo raccontarci
 quella di riaprire un capitolo che abbiamo gi letto
e sperare di trovare una storia diversa.
C' chi invece di voltare pagina brucia direttamente il libro.
A volte dovresti imparare a farlo anche tu.
Non tornare da chi ti ha deluso solo
per far buon viso a cattivo gioco, rischi di dimenticarti perch
le cose non hanno funzionato e di farti ferire di nuovo.
Solo che questa volta sar peggio e far pi male.
Non puoi fare lo stesso errore due volte,
perch la seconda volta non sarebbe un errore ma una scelta.
Non tornare da chi hai allontanato solo per paura di restare sola.
Faresti male a te stessa e anche all'altra persona.
Non colmare la tua solitudine con chiunque. Mettici una pietra sopra.
Non tornare sui tuoi passi solo per paura
di non riuscire ad affrontare nuove strade.
Ti sei rialzata una volta e puoi farlo ancora.
Mollare non  sempre un errore. Non possiamo costringerci a stare bene in un contesto che ci sta stretto.
E non dobbiamo sentirci in colpa se pensiamo che mollare per una volta sia la scelta giusta per noi.
Metti una pietra sopra agli errori del passato.
E porta con te gli insegnamenti. Sono le lezioni migliori per il tuo futuro.
Non aver paura di migliorarti, di cambiare.
E non credere di essere ingiusta nel non dare fiducia facilmente.
Ricorda che fidarsi  bene, non fidarsi subito  esperienza.

70
Perch io non sono errori, i miei errori sono me.

71
Se ti dico non importa
non crederci sempre.

72
La fiducia  fragile come porcellana,
e una volta rotta, non importa con quanta attenzione
proverai a far combaciare i pezzi,
continueranno a vedersi tutte le crepe.

73
Dosa la fiducia,
come fosse benzina del tuo serbatoio,
che presti a un'altra macchina diretta alla tua stessa meta:
concedine a sufficienza affinch possa guidare fino a destinazione,
ma non esagerare correndo il rischio di rimanere a secco.

74
Dj-vu
Il dj-vu  un fenomeno psichico
che rientra nelle forme d'alterazione dei ricordi.
Consiste nell'entrare in contatto con fatti, cose, animali o persone
che ci provocano una sensazione di esperienza gi vissuta.
Ci mostra un tempo che non passa,
il ritorno a una situazione gi realmente vissuta
e che, in quel momento, si ripresenta identica.
A volte anche l'amore si comporta come un dj-vu,
quando qualcuno che non conosci, a primo impatto,
ti provoca una sensazione cos forte, familiare e magnetica
che ti sembra di essere gi stato innamorato di quella persona.
Molti lo chiamano colpo di fulmine,
per me  semplicemente un modo che il cuore ha di spiegarti
che sei esattamente dove dovresti essere.
Se il destino ti fa incontrare una persona con cui l'attrazione  magnetica,
sta pur certo che arriverete a un punto in cui
non potrete soffocare la vostra chimica.
Un po' come quando volevi nascondere un ricordo
ma la canzone sbagliata te lo riporta in mente.
Ormai ci hai pensato. Ormai  successo.
All'improvviso un perfetto estraneo dopo un semplice sguardo,
in maniera inaspettata, senza nemmeno aprire bocca, ti ha gi rubato qualcosa.
Innamorarsi a prima vista  un dj-vu,
in quell'istante ti sembra di essere da sempre stato destinato a incontrare quella persona.
Significa trovarti davanti a qualcuno
e arrenderti al fatto che, da quel momento in poi,
non potrai guardare nessun altro allo stesso modo.
Scopri di credere nelle sensazioni
che prima cinicamente negavi, criticavi, banalizzavi.
Scopri di credere in quello che il corpo
sceglie senza chiedere il permesso della testa.

75
Se trovi qualcuno che non ti rispetta,
che non ti  fedele o non ti d sicurezza,
perdilo il prima possibile.

76
Le promesse di chi non conosci
pi sono belle, pi sono balle.

77
Mentre ti chiudevi
la porta alle spalle,
ho sussurrato: Ti prego, non te ne andare...,
ma niente,
tu non l'hai sentito.

78
Nessuno sar pi forte di chi  in grado di cavarsela da solo.
Quando sar buio, anche la tua ombra ti lascer solo.

79
Dimenticalo
Basta pensare a lui
(sta a te come leggere la frase).
Sai come si fa a dimenticare qualcuno?
Devi smettere di rivivere il passato,
ricordare gli sguardi, le parole e le promesse.
Finiscila di pensare a come sarebbero potute andare le cose.
Non mettere il passato davanti agli occhi, guarda il presente.
Basta sperare
(sta a te come leggere la frase).
Dimenticalo, e basta.
Come ha fatto lui quando non avrebbe dovuto farlo.
Lo so che a parole sembra pi facile...
e mentre ti dico dimenticalo e tu tra te e te pensi:
Secondo te cosa ho cercato di fare fino adesso?,
ma stai perdendo il sonno dietro una persona che dorme serenamente.
E, mentre pensi a lui, lui probabilmente pensa ad altre tre.
Lo so che a parole sembra pi facile...
ma in fondo uno che non sa apprezzarti
non  poi cos degno del tuo tempo, no?
Non hai fatto errori,
ma ripetuti tentativi di felicit
che non sono andati a buon fine.
Non rimpiangere nulla,
te ne sei dovuta andare,
eri stanca di farti promettere il nulla.
Stanca di farti sentire qualcosa di meno di un intero.
Ora devi essere contenta di aver lasciato alle spalle chi ti ha solo calpestata.
Domattina devi svegliarti con il sorriso in faccia e dire: Grazie universo che me lo hai strappato via.
Meno male devi gridare, meno male che se n' andato!
Non lasciare che ti faccia perdere un altro minuto,
e nemmeno un altro secondo.
La differenza tra dolore e sofferenza  che il dolore c' sempre, la sofferenza  una scelta.
E tu hai sofferto abbastanza. Dimenticalo.
Dimenticare non significa cancellare i ricordi, ma ricordare senza soffrire.
Non saresti la forza che oggi sei se fosse restato.
Dimentica il passato e, mentre aspetti il futuro,
viviti il presente con tutta la forza che hai.

80
Scrivimi quando arrivi a casa  un modo per dire che tengo a te,
 una forma d'amore.

81
Mi chiedevo se...
Se solo avessi potuto amarmi,
senza stringere troppo...
Se solo la stretta
non mi avesse lasciato lividi,
ma tatuaggi.
Se solo decifrarmi
non fosse stato
uno straziante
problema,
ma
un
sentimento
libero,
argomento fuori tema.
Se solo le tue insicurezze
non fossero diventate
la
nostra
prigione...
ma qualcosa per migliorare insieme senza per forza darti ragione.
Ehi, come va? Mi chiedevo se...
prima di dormire pensi ancora a me.
Ti va di fare insieme un tuffo nel passato,
per vedere dov' andato quello che c' stato?
Se solo mi avessi tenuto
senza stringere troppo,
mi avresti acceso senza poi bruciare tutto.
Se solo non avessi odiato le cose sbagliate,
ora non ci sarebbe questa malinconia d'estate.
Se solo le tue insicurezze
non fossero diventate
la
nostra
prigione...
ma qualcosa per migliorare insieme senza per forza darti ragione.
Ehi, come va? Mi chiedevo se...
prima di dormire pensi ancora a me.
Ti va di fare insieme un tuffo nel passato,
per vedere dov' andato quello che c' stato?
E s che mi manchi,
non  nostalgia.
Mi manca la tua vita che passa tra la mia.
Dovremmo trovarci anche solo due ore,
buttarci in un letto per fare l'amore.

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Firma un contratto con te stesso
Se un giorno dovessi firmare
un contratto con te stesso, lo firmeresti?
Un contratto semplice,
che preveda un piano di investimento sulla tua serenit,
e che ti obblighi a cambiare le priorit di tanto in tanto:
se lavori troppo, tagli alle tue ambizioni!
Se troppo poco, ruba tempo ai tuoi vizi!
Un contratto che ti obblighi a viaggiare di tanto in tanto,
e non per frequentare nuovi posti,
ma per tornare con diversi punti di vista... oppure per rischiare di non tornare affatto.
Un contratto a termini illimitati e condizioni piuttosto improbabili,
dove la propriet del bene che doni agli altri non ti appartiene affatto.
Se un giorno dovessi firmare
un contratto con te stesso, lo firmeresti?
Firmeresti un divorzio dalle illusioni che ti hanno fatto perdere tempo,
dai rancori verso le persone che te lo hanno rovinato
ma soprattutto dalle speranze che vorrebbero poterlo rimborsare?
Se firmerai sarai obbligato a mettere il cuore in pace:
il tempo buttato non te lo restituir nessuno.
Ma, come da contratto, potrai dare pi valore a ogni nuovo secondo.
Ci sar una clausola che ti obbligher a bruciare i tuoi sogni
se questi a poco a poco staranno bruciando te,
un'altra che ti impedir di fidarti delle persone,
solo perch simpatiche o all'apparenza gentili, e delle promesse,
anche quando saranno molto belle.
Una cessione di tutti gli impegni che non ti fanno essere protagonista della tua vita,
con annessa una clausola che ti obbligher a cancellare i vecchi ricordi
nel caso in cui inizino a occupare lo spazio destinato a quelli nuovi.
Lasciare andare il passato, senza nessuna possibilit di portarti pesi altrui sulle spalle,
la clausola di forza maggiore, in questo caso, varr solo per familiari stretti o partner della vita.
Un contratto che ti obblighi a bere pi acqua e a non trattenere le emozioni,
per imparare a riconoscerle e accettarle.
Le emozioni non muoiono mai nemmeno se sepolte vive
e torneranno fuori nel momento peggiore.
Un contratto che ti costringa all'idea che per piacerti non devi perdere peso,
devi perdere le tue insicurezze, e che se vuoi stare bene
non basta eliminare i carboidrati, devi eliminare le teste di cazzo.
Una bella dieta forzata dai pregiudizi, dalle menzogne e dal frequentare persone tossiche.
Firmeresti?
E dopo averlo firmato, lo rispetteresti?
Un contratto con te stesso che ti faccia capire chi sei veramente
e ti dia la possibilit di essere la versione pi bella di quello che puoi essere.
Nulla di pi, tutto di meno.
Un contratto che ti porti ad affrontare la vita
con la consapevolezza della difficolt di ogni scalata,
ma che ti permetta di gustare appieno il panorama
una volta in cima alla vetta.
Perch s, la vita  difficile ma il panorama  sempre stupendo.
E firmeresti un contratto con te stesso per viverla
al massimo delle tue potenzialit?

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Se sai usare gli occhi,
sar lei a non smettere di guardarti.
Se la sai baciare, i vestiti cadranno da soli.
Se la saprai apprezzare non vorr pi vivere senza di te.

84
Non scalare montagne
per chi per te
non scavalcherebbe
nemmeno un castello di sabbia.

85
Questione di attimi
Come vi siete innamorati?
Non lo so, stavamo parlando...

86
Non supplicare mai attenzioni:
se ci tiene a te, ti mette prima di ogni altra distrazione,
senza che tu nemmeno glielo abbia chiesto.

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Ma quelli che pensano di conoscermi prima che io mi sia presentato
vengono dal futuro o sono semplicemente stupidi?

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Leggenda dei due grandi amori
C' una costante, dicono valga per tutti.
Una costante che spiega come durante la vita,
tra tutte le persone a cui ci potremo affezionare
o di cui ci potremo innamorare,
avremo due grandi amori. Solamente due.
Uno con il quale ti sposerai, darai alla luce i tuoi figli
e con il quale potrai vivere per sempre.
E un secondo invece che perderai per sempre.
Qualcuno con cui sei nato collegato in maniera cos forte
che con quella persona le tensioni della chimica
porteranno sempre a distruggere ogni tipo di ragione,
e cos facendo vi impediranno di raggiungere una serenit,
un finale felice. Un equilibrio.
L'impossibilit di raggiungere una stabilit un giorno
vi far perdere la voglia di provarci,
uno dei due si arrender per primo ed entrambi cercherete un'altra persona
che finirete per incontrare.
Secondo questa costante arriva un momento
in cui potrai scegliere tra queste due persone.
Ma vorrai convincerti che ti devi il meglio,
e il meglio  sempre qualcosa che col tempo potrai controllare,
addomesticare.
Dicono che la prima volta  l'amore a scegliere te,
ma dopo sarai sempre tu a scegliere lui.
 la leggenda dei due grandi amori,
una costante che capita a tutti,
e tutti prima o poi devono prepararsi
ad affrontare questa domanda:
Tu che amore scegli?.

89
Ricorda: quelli che ora ti sembrano cinici e senza cuore,
 perch un tempo hanno creduto troppo in qualcosa.

90
Ricordati che complicato non vuol dire impossibile.

91
Ricorda:
il modo in cui qualcuno ti guarda
spesso conta molto di pi di quello che dice.

92
Ti prometto
Domani in napoletano si dice riman.
Guarda caso riman vuol dire anche resta.
Sinceramente ho sempre pensato
che le promesse servissero a chi le cose, invece che dimostrarle,
abbia sempre preferito raccontarle, dirle o illuderle.
Qualcosa di inutile...
insomma, perch mai dovrei perdere tempo
nel dirti qualcosa che voglio fare, invece di correre subito a farla?!
Pensavo fosse semplicemente un modo come un altro
di imbrogliare o imbrogliarsi.
Poi per ho incontrato te.
E un po' di cinismo dentro di me si  sciolto.
Non che l'avessi previsto o meditato.
 successo e basta.
Pi o meno da quando abbiamo iniziato
a guardarci negli occhi mentre facevamo l'amore.
O a chiuderli mentre ci abbracciavamo.
L ho iniziato a vedere le cose da un'altra prospettiva, pi profonda.
Ho iniziato a vedere una magia diversa nelle cose...
Come per esempio la poesia
del mare che cerca continuamente di baciare la spiaggia,
e non importa quante volte viene mandato via,
ci sar sempre una nuova onda diretta verso la riva.
Ho capito che se una donna usa il suo rossetto preferito
per lasciarti un ti voglio bene sullo specchio la mattina,
non solo ti vuole molto bene, ma  proprio pazza di te.
E col tempo, mi  sembrato pi chiaro il valore di una promessa.
Il fine non  di illuderti, ma di tranquillizzarti, far capire a una persona
che potr sempre contare su di te.
E non deve aver paura di chiederti qualsiasi tipo di aiuto.
Ora non credo sarebbe utile prometterti
che le cose rimarranno le stesse per sempre...
perch il per sempre non solo non  calcolabile,
e non avendo un orario qualcuno di noi
potrebbe arrivare in ritardo (sai gi che sarei io),
ma  anche illimitato,
e se le cose rimanessero uguali per sempre ci stancheremmo.
Meglio cambiarle. Meglio cambiarle insieme.
Per una cosa te la prometto,
ti prometto che far in modo che funzioni,
perch un ne ho abbastanza di te non baster per buttarci via,
dovr chiedermi dove ci siamo persi, dove ci siamo lasciati la mano,
da l dovr venire a riprenderti e ripartiremo insieme.
Ti prometto che spesso sar stanco del sushi
e a volte non vorr andare a cena dai tuoi.
Ti prometto che ci saranno giorni in cui sar arrabbiato,
ma non avr voglia di spiegarti perch.
Ti prometto che quando sbaglierai
a volte te lo far notare pi del necessario,
che ci saranno giorni in cui non risponder alle tue domande
e altri in cui non riuscir a chiederti scusa...
Momenti in cui mi nasconder per piangere,
sperando per a ogni lacrima
che tu mi scopra... e venga ad asciugarmi il viso.
Ma ti prometto anche che qualsiasi cosa accada io sar sempre al tuo fianco.
Pronto a supportarti, proteggerti e amarti.
Prometto che non cercher mai di farti cambiare,
ma aiuter la parte pi bella di te a essere sempre due passi avanti,
prendendomi cura di quella peggiore,
di quella pi fragile e di quella che nascondi persino a te stessa.
Prometto che non mi arrender
e cercher in tutti i modi di guarire le tue sofferenze,
e non far mai un passo indietro, a meno che non lo vorrai davvero.
Ti prometto che quando avr bisogno dei miei spazi,
terr sempre un posto per te,
in un piccolo angolo della mia mente.
Ti prometto di sbagliare,
ma di non lasciare mai che i miei errori
li debba correggere tu.
S, ti prometto che non smetter di sbagliare,
ma anche che non smetter mai di amare te.

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Chiamami e dimmi che ti manco,
io ti risponder che ti stavo aspettando.

94
Calcolo delle probabilit del non-amore
Capita, ogni tanto,
che mentre uno stia amando con tutto il cuore
dall'altra parte
venga ignorato completamente.

95
Bravi quelli che ti abbracciano anche da lontano.

96
La passione  quella cosa che ognuno esce di casa
con il proprio profumo e ritorna con addosso quello dell'altro.

97
Donne: istruzioni per l'uso
Ascoltare attentamente.
Non farsi ripetere impegni o regolamenti troppe volte,
la distrazione si paga caro e sempre quando meno te lo aspetti.
Avere il coraggio di ammettere un problema.
Parlare con dolcezza. Toccare soavemente.
Far ridere spesso. Soprattutto quando non ne ha voglia.
Accettare tutti i difetti, anche quelli che nascono in corso d'opera,
durante l'utilizzo o a causa di danneggiamenti.
Innamorarsi di quanti pi difetti possibili.
Comprendere quello che non dice.
Cosa vuole dire quando gesticola, quando sbuffa,
a cosa pensa se fissa da un'altra parte quando parlate insieme.
Imparare subito a chiedere scusa e rimediare con dimostrazioni.
Deroghe o delusioni non accettano rimborsi in false promesse.
Ricordati che perdonare per loro significa non portare rancore,
quindi se la inganni, la fiducia probabilmente te la sei giocata.
Romanticismo quanto basta. Complimenti nei momenti opportuni.
Baciare all'improvviso, procurare gemiti sotto le coperte.
Lodare la bellezza, ma non diventarne schiavo,
la bellezza non  tutto. Trovala anche quando i suoi occhi sono stanchi
e le sue ciglia senza mascara.
Ammirare la forza. Sia quando supera una sfida di vita
che quando balla con te con i tacchi.
Far mangiare quando ha fame (capiter spesso),
cerca di proporle cose buone e deliziose.
Non amare altre come ami lei finch vorrai meritarti di essere amato da lei,
a meno che non siano vostri figli. In quel caso amali anche di pi se riesci.
La farai felice. Lei vive anche dentro di loro.
Non danneggiare nessuno.
Non farle mai uscire acqua dagli occhi altrimenti le si arrugginisce il cuore.
Non lasciarla mai sola, qualsiasi cosa accada.
Accudire con tenerezza ma amare con forza.
Gustare ogni momento...
Lasciare senza parole con i fatti.

98
Non mi interessa parlare d'amore,
ora voglio fare l'amore,
e farlo forte:
togliendoci i vestiti,
il fiato e le paure.

99
Credo fermamente
nella bellezza delle cose reciproche.
Non ha mai funzionato il cercare chi non ti cerca,
o ancor peggio l'amare chi non ti ama.

100
Scusami
Le relazioni che resistono di pi
sono quelle in cui uno dei due,
non conta chi, riesce a fare un passo indietro:
facendolo, l'amore fa due passi avanti.
Vorrei averlo capito prima,
poter tornare indietro nel tempo e correggere gli errori,
ma non  possibile, non si pu.
L'unica cosa che possiamo fare  imparare a disinnescare:
non trasformare pi i problemi o gli ostacoli
in continue discussioni, in duelli di superiorit.
Non  debole chi  disposto a cedere, al contrario,  pi forte.
Certo, se potessi viaggiare nel tempo, ne avrei molti di passi indietro da fare.
Ma pur non potendo correggere il passato,
qualche passo indietro con te lo far lo stesso.
Spero potrai capire, con queste semplici parole,
quanto tu sia importante per il mio cuore.
Voglio chiederti scusa.
Scusami se molte cose non le ho capite prima.
Scusami per le volte in cui  stato difficile starmi accanto.
Scusami se sono stato paranoico,
scusa per le cose in cui sono una frana,
scusa se per quelle cose ormai
ti sei rassegnata ad accettarmi cos.
Scusami per la gelosia,
e per la maledetta paura di perdere le cose che amo.
Scusa per le volte in cui ti ho trattata male nei giorni sbagliati,
che fossi stanca, triste, arrabbiata o tutte e tre le cose insieme.
Scusami se a volte me la prendo per poco, se sono testardo,
scusa se alle volte ho frainteso le situazioni pi semplici,
quando mi sono dimostrato di mentalit chiusa,
quando avrei potuto, almeno per coerenza, tenere serrata anche la bocca.
Scusa se a volte sono scappato per prendere i miei spazi.
Avrei potuto trovarli anche senza lasciarti sola.
Scusa se a volte sono entrato su WhatsApp senza la voglia di risponderti.
Scusa se ho continuato a chiederti certezze, anche nei giorni in cui riuscivo a dartene poche.
Su tutte queste cose posso migliorare, fare passi avanti e lasciarle alle spalle, chiedendoti scusa e non ripetendole pi.
Poi ci sono cose su cui purtroppo non posso far nulla, cose che non cambieranno facilmente.
E adesso, voglio chiederti scusa anche per quelle.
S, scusami se mi sono innamorato,
scusa se quando sto con te il mondo mi sembra avere senso.
Scusami se mi manchi quando siamo lontani
e se non mi basti mai quando stiamo insieme.
Scusa se quando ti guardo negli occhi non riesco a non impazzire per te.
Scusa se quando ti abbraccio cerco di toccarti il cuore.
Scusa per le volte in cui ti ho conquistata e fatta impazzire,
scusa per le volte in cui ti ho fatta ingelosire.
Scusa se ogni tanto mi scappa una promessa,
ma da quando ti ho incontrata la mia vita non  pi la stessa.
E infine,
scusa se ti amo.
...
.
...
Postilla.
.
Una poesia al giorno per cento giorni. Seguite un ordine, dalla prima all'ultima, dall'ultima alla prima, oppure ogni giorno aprite a caso questa parte del libro e segnate con una matita, una biro o un evidenziatore le poesie che avete gi letto.
Finch non arriverete all'ultima.
Aggiungete versi, sottolineate le frasi che pi vi entrano nel cuore e condividetele insieme a me su Facebook, Instagram, come post o storia, ma usando l'hashtag #tiregalounapoesia.
Cos ci baster un click sull'hashtag per riconoscerci nell'anima di qualcun altro.
...
.
...
FINE.